Triumph Trident 660

 

Il Tridente è tornato

 

Triumph con la Trident 660 fa ritornare sul mercato mondiale il prestigioso nome Trident, una 3 cilindri di 740cc prodotta dal 1968 al 1975 dalla gloriosa casa inglese. La Trident (Rocket III per la BSA) era una tre cilindri con 58 CV a 7.500 g/m e 190 Km/h, prestazioni alla quale la casa Inglese si affidava per contrastare l’arrivo sul mercato delle 4 cilindri Made in Japan. La Trident fino al 1973 era la versione T150, sostituita nel 1974 dalla T160 che con le linee più morbide ed eleganti, avrà ispirato il designer Rodolfo Frascoli nel disegnare questa nuova nata in casa Triumph.

                   

Come va su strada

La Trident 660 si presenta al grande pubblico come la entry level nel mondo Triumph. Ma dopo averla provata, mi ha colpito per la personalità “da piccola prepotente” visto che la Trident ha carattere da vendere. Appena ritirata dalla nuova concessionaria Triumph-Como di Albese con Cassano (CO),  la 660 riesce subito a mettermi  a mio agio sia per la sua ottima triangolazione (manubrio, sella e pedane), sia per l’ottimo display TFT compatto e ben leggibile con la quale e facile interagire per ottenere tutte le informazioni utili nella guida, compresa la scelta delle due mappature Rain e Road che regolano la risposta dell’acceleratore (ride-by-wire) e il controllo di trazione. I tecnici della Triumph hanno lavorato tantissimo per offrire una moto dai grandi contenuti tecnologici ad un prezzo concorrenziale. Le finiture sono sempre state un punto che ha contraddistinto la casa di inglese, anche per questa 660 i materiali sono di ottima qualità e nulla è li per caso. Una volta in sella a soli 805 mm. da terra, in marcia si apprezza l’agilità e il peso (190 kg in ordine di marcia), il cambio preciso a sei rapporti e la frizione a filo morbidissima (con antisaltellamento). Il motore tre cilindri con i suoi 81 CV a 10.250 g/m e 64 Nm di coppia a 6.250 g/m si distingue per la spinta fluida ma “decisa” dai 2.000 g/m in su, il tutto condito da un sound coinvolgente.  Il piccolo tre cilindri fa del vigore il suo punto di forza, motore accompagnato da una ciclistica veramente a punto. Magari qualcuno troverà le sospensioni un po rigide (visto lo stato delle nostre strade) ma le giometrie telaistiche sono votate per una guida precisa e fluida. La Trident 660 tra le curve trova il suo habitat naturale vista l’agilità e il motore sempre pronto a salire di giri. Si guida con la massima facilità, scende in piega in un attimo e non si muove una volta impostata la curva anche sull’asfalto ancora bagnato dalla pioggia della notte. Una moto che regala una grande sensazione di sicurezza, anche grazie a una frenata pronta e decisa, assicurata da due dischi da 310 mm e pinze Nissin all’anteriore, e un disco da 255 mm al posteriore con pinza Nissin. Guidarla anche in superstrada non crea nessun problema, le vibrazioni sono poco presenti, la sella è accogliente e sostiene bene il pilota. Il passeggero ha un discreto spazio ma non ci sono maniglie. Interessanti i consumi che anche non risparmiando il gas si attestano attorno ai 18 lt, mentre sfruttando l’elasticità del tre cilindri si può fare molto di più. Il lavoro fatto con la matita da Rodolfo Fascioli, che ha saputo integrare nelle linee moderne richiami del passato,  come gli incavi nel serbatoio il faro tondo al LED. Richiami al passato per le linee, ma la Trident è una moto attuale è può essere connessa grazie al sistema MyTriumph: al telefono, navigatore, GoPro e musica. La 660 ha in catalogo 45 accessori studiati per personalizzarla. Una moto nata bene che potrà essere scelta da tutti, con costi d’acquisto e di gestione  “umani”.

Un Grazie a Davide Rizzo di www.triumph-como.it

          

     

 

Dati Tecnici

       

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