Triumph Tiger 1200 XRt

Le nuove Triumph Tiger 1200 XC e XR sono state presentata al salone di Milano 2017. Per questa nuova versione della  bella “Endurona”, sono stati  più di 100 gli  interventi dei tecnici per migliorare la moto. Il frutto di questa operazione è stata la perdita di 11 kg rispetto alla versione precedente. La nuova Tiger (sparisce il nome Explorer) dopo le cure dei tecnici Triumph, acquista anche 2cv,  e arriva a 141cv a 9.350gm. Il cuore della moto è sempre il tre cilindri in linea di 1.215cc (85 x 71,4) con una coppia di 122 Nm a 7.600gm. Il motore è racchiuso dentro un telaio in acciaio tubolare di color grigio, mentre al posteriore abbiamo sempre un monobraccio in alluminio con trasmissione ad albero. Grazie alla cortesia della concessionaria Triumph Brianza di Albiate (MB), ho potuto provare la versione XRt, la versione più stradale, con cerchi in alluminio a 10 razze, per ospitare pneumatici da 19″ all’anteriore e 17″ al posteriore. Freni anteriori a doppio disco da 305mm con pinze monoblocco radiali Brembo a 4 postonici, mentre al posteriore abbiamo un disco 282mm e pinza scorrevole Nissin a 2 postonici. La versione XRt che provo, è full optional con: luci fendinebbia Led, manopole e selle riscaldabili, cupolino maggiorato e regolabile elettricamente, nuovi fari al Led e luci cornering, cambio a sei marce assistito Up and Down, partenza assistita in salita, blocchetti retro illuminati (che figata) e nuova strumentazione TFT Full-Color con display da 5″(già vista sulla Street Triple RS). Questa modernissima strumentazione, racchiude tutte le funzioni della moto, contagiri digitale, marcia inserita, consumo, ore, temp. esterna, e dopo aver schiacciato l’home, sul blocchetto dx, si possono variare tutte le  mappe  (Rain, Road, Off-Road, Sport e rider) si può anche intervenire sui vari assetti delle sospensioni,  oppure escludere l’ABS. La “Tigerona” ha sospensioni semiattive controllate dal sistema TSAS, con  forcella WP da 48mm a steli rovesciati da 190mm di escursione,  mentre al post. ha un “mono” WP con 193mm di escursione. Mentre scaldo il motore, ascolto  l’inconfondibile suono che esce dal suo bel terminale Arrow, ormai sono scomparsi, tutti i rumori meccanici delle prime versioni. Osservo anche  le sue belle finiture, la moto ha nuovi fianchetti, nuovo becco anteriore, il manubrio è stato arretrato di 200mm. Ora però salgo in sella, controllo la posizione di guida,  metto la prima e parto. Come al solito il traffico rallenta i primi chilometri, ma una volta in “super” posso inserire tutte le marce senza la frizione (una piuma). Mi colpisce subito la protezione del pilota, cupolino e serbatoi, rivestono e proteggono una corporatura media come la mia (175mm e 74kg). Mentre il motore è  sempre il motorone che riprende deciso a qualsiasi numero di giri. Uscito dalla superstrada mi dirigo verso le curve dell’alta brianza. Qui scopro una moto molto più agile di come la ricordavo, non credo siano i soli 11kg in meno a fare la differenza, penso ci sia una diversa geometria di sterzo. Comunque tra le curve la tre cilindri di Hinckley, si guida alla grande, aiutati da un motore “infinito” che a mio parere ora, ha ancora più “corpo”. Il suono del suo motore, il cambio preciso e dolce nel salire di marcia, un po più secco nello scalare (non sono un amante dei cambi assistiti) e l’agilità della moto tra le curve, mi fanno divertire come un bambino. Mio malgrado ho dovuto testare la frenata in una rotonda, dove il solito automobilista al telefono si è bel guardato, dal darmi la precedenza. In questo caso la “manata” decisa non ha scomposto la moto inclinata, la misurazione inerziale IMU, lavora molto bene. Tra le curve e i sali scendi delle colline brianzole, questa Tiger si sente come in gabbia, vorrebbe avere più spazio tra una curva e l’altra, il suo allungo è da favola. Mentre rientro alla “base” continuo a rimanere sorpreso dalla protezione offerta al pilota alle alte velocità. Penso che con questa ultima versione, la Tiger possa entrare con pieno diritto tra le grandi enduro, con lei si può fare tutto, certo è il gran turismo, la sua vera destinazione. La guida mi ha sorpreso, non la ricordavo così agile, una volta abbassata la sella a 835mm, con lei ci si può muovere in totale tranquillità. La posizione di guida, la protezione aerodinamica e il motore che non ha confronti per erogazione, può portare ovunque. Forse il serbatoi con qualche litro in più non guasterebbe, perché credo, che con lei si possano fare tappe di 400km senza sosta, visto il comfort che offre. Quello mi colpisce, tutte le volte che provo una nuova triumph, è il lavoro dei tecnici della casa inglese, un lavoro fatto su tanti piccoli dettagli, per migliorare nel complesso moto favolose. Brava Triumph.

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