No Limits Motor Team

Ci sono parole che sanno concentrarne, altre decine. Tra queste, una in particolare mi emoziona tutte le volte che la pronuncio: Endurance. Una parola Inglese che significa, Resistenza. Endurance era il nome della barca, con la quale nell’agosto del 1914, E.H. Shackleton parti dall’Inghilterra per attraversare a piedi il polo sud. Arrivati a destinazione, la nave però rimase bloccata e schiacciata dal Pack. Persa la nave e la possibilità di esplorare il polo sud, a Shackleton rimanevano due missioni, riportare la bandiera al suo Re, e salvare i suoi uomini. Cosa che gli riuscì portando a termine un “Impresa” che è leggenda, fatta di coraggio, resistenza, forza e onore. Dopo questo breve cenno storico, possiamo parlare di quando nasce  l’Endurance  nelle moto. Le prime prove si svolgono in Francia dal 1922 in poi su vari circuiti. Dal 1971 al 1977 si corre a Le Mans, e 1978 fino al 1989 a Le Castellet. Dopo 14 anni a Magny Cours, nel 2015 il Bol d’Or è rientrato a Le Castellet. Noi italiani abbiamo avuto negli anni una valida rappresentanza, case come Moto Guzzi, Laverda, Ducati hanno partecipato in modo ufficiale o semi ufficiale al Bol d’Or.

Rettilineo del Mistral di notte

Dal 2003 un Team Italiano partecipa stabilmente al Campionato Mondiale Endurance. Questo team è noto fra gli appassionati, per il colore giallo delle moto e per il suo n. 44. IL nome “No Limits Motor Team” parla già chiaro su dove si vuole arrivare. Il Manager della squadra è Moreno Codeluppi, ex valido pilota che agli inizi del 2000 inizia a partecipare a gare di Endurance, si appassiona all’ambiente professionale ma  meno teso delle gare “corte”. Nel 2003 nasce il suo Team, con Moreno nella doppia veste, di pilota e Team manager. Dopo qualche anno lascia come pilota e si dedica all’impegno di manager. Moreno Codeluppi è un ragazzo ben piantato in terra (non solo fisicamente), con idee ben chiare, ci siamo incontrati a febbraio a casa sua a Castelnovo di Sotto, nella bella Emilia. Sentirlo parlare di tutti i mondiali a cui ha partecipato in forma strettamente privata, ti riempie di gioia. Racconta aneddoti sui tanti piloti che hanno corso con la sua n. 44, di molti ha un ricordo indelebile, sarebbe lungo elencarli tutti, sono troppi. Ormai è diventato uno psicologo, quando vede un pilota sa già a “naso” se potrebbe andare bene per la sua squadra. Concordo pienamente sulle sue valutazioni, non basta il giro secco ma in una prova di resistenza occorrono preparazione atletica, resistenza fisica e mentale, “umiltà ” per integrasi con il team e i piloti, qualità spesso non facili da trovare in chi vuole emergere a tutti i costi. Gli chiedo come mai sempre Suzuki, lui mi risponde che la Gsxr 1000, malgrado gli anni è sempre stato un ottimo prodotto, una solida base alla quale affidarsi per la 24ore. La nuova 1000 del 2017 era una scommessa, Moreno ne ha acquistate 4 per la stagione. E alla 8 ore di Slovakiaring con i tre piloti N. Russo/A. Boscoscuro/K. Manfredi, ottiene il primo podio per la nuova Gsxr. Mentre parliamo è sempre presente la bella Claudia Milan, entrata da qualche anno nella vita di Moreno e in quella del Team, con il suo ingresso la squadra ha acquistato più “visibiltà” anche sul web, importantissima per gli sponsor. Ormai la n. 44 è un riferimento nel mondo dell’Endurance, una credibilità conquistata a suon di risultati e alla presenza continua nel mondiale. Negli anni Moreno ha formato un squadra di ragazzi super appassionati e competenti, tutti con un ruolo ben preciso. Ora sono il team di riferimento per la Pirelli e la Suzuki dopo il 5° posto nella stagione 2017 inizia a seguirli con interesse. Per il 2018, Moreno ha voluto lanciarsi nella nuova stagione con un trio di piloti, molto agguerriti, a digiuno di gare di durata, ma molto veloci. Il primo Luca Scassa di Arezzo,  non ha bisogno di presentazioni, al sua attivo campionati italiani vinti in varie categorie, campionato AMA, BSB, protagonista nei mondiali SSP (uff. Yamaha) e SBK. Un pilota pieno di talento ma purtroppo senza “la valigia”. Michael Mazzina di Colico, da sempre protagonista nei vari campionati Italiani, e un debutto fantastico con 13° posto al Lausitzering in SST 1000 nel 2016. Cristian Gamarino di Genova, il più giovane, solo 24 anni ma con all’attivo eccellenti risultati nel mondiale Supersport. Un trio di piloti che ha permesso al team di cogliere ottimi risultati: 8° alla 24 ore di Le Mans, 4° nelle 8 ore di Slovakia e Oschersleben. Per il Bol d’Or 2018, in tanti speravamo in un sospirato podio. Anche il programma ufficiale di Moto Revue, parlava di un Team che poteva finalmente salire sul podio. Il 15/16 settembre del 2018, tutti gli appasionati hanno potuto godere di questo storico risultato. Grazie al No Limits Team, un’equipe  Italiana è salito sul podio al Bol d’Or, la gara più prestigiosa del mondiale. Sono state 24 ore molto sofferte, martedì durante le prove libere, Cristian Gamarino è caduto all’ingresso del Mistral. Il successivo ricovero per accertamenti, ha tenuto in  grande apprensione per il team. Il ragazzo di Genova  è stato messo a riposo dalla commissione medica francese. Questa decisione privava il team del suo velocissimo pilota, che era il pilota della partenza. Si è offerto di  sostituirlo il francese Eddy Dupuy riserva del Team Junior Suzuki, un pilota di Le Mans che a soli 24 anni, ha già corso quattro 24 ore. Durante le qualifiche, Luca Scassa con un tempo di 1:58.304 ( 7° tempo per la SST) permette al Team di partire in 20° posizione. Per la cronaca i migliori tempi sono stati: 1:54.905 di R. De Puniet (Team SRC Kawasaki) e 1:56.899 per K. Manfredi (Team 33 Coyote Kawasaki). Alle 15.00 di sabato parte il Bol d’Or, in testa scoppia la bagarre, tra i team SRC, ERC/BMW, SERT, YART, FCC. Mentre Scassa lotta tra le prime posizioni per la SST, al termine del suo turno cede la moto a M. Mazzina che conduce una gara perfetta, al rientro ai box si rompe il tubo dei freni ant. Intervengono i meccanici per sostituire i tubi, sosta che fa perdere tante preziose posizioni. Si riparte, per una lunga rimonta, che porterà il team nei 3/4 finali di gara, decimi assoluti e terzi di categoria. Incontro Moreno e parliamo di come va la gara, per scaramanzia non parliamo della posizione in proiezione finale. Alle 14.00 si inizia a respirare e sperare, la notte è stata dura. I piloti sono stati bravissimi, Mazzina ha combattuto con un antipatico problema intestinale, Dupuy si è rivelato un pilota solido e molto veloce, è lui che cede la n. 44 a un deciso e concreto Luca Scassa. Rimangono per 25 giri per il suo ultimo turno, dopo sarà Mazzina a fare gli ultimi giri per la parata finale. Tutto sembra perfetto, i 4° in classifica (SST) hanno  4 giri di distacco. Alle 14.40 Scassa rientra e Mazzina è pronto a dargli il cambio

Mazzina all’arrivo

Ma nello stop, uno sconsolato Luca fa capire che il manubrio Sx si è rotto in frenata, un fatto incredibile (spesso non si rompono neanche nelle cadute). Attimi di tensione, i meccanici subito intervengono e a martellate sostituiscono il  tutto in 6 minuti, solo due minuti in più avrebbero permesso agli avversari di salire sul podio. Mazzina riparte e alle 15.00 passa sotto la bandire a scacchi, sotto gli occhi (alcuni rossi dall’emozione) di tutto il Team. Il terzo posto sul podio è il giusto premio per una piccola squadra, fatta da persone molto allegre, ma molto concrete. Un risultato che permette a Team di M. Codeluppi di vedersi assegnare il premio Anthony Delhalle, per la combattività. Questo risultato storico, sarà il punto di partenza per una stagione da veri protagonisti. Un grazie ai piloti che sono stati fantastici, Scassa per la solidità, Mazzina per la resistenza e la volontà e Dupuy rivelatosi come ottimo pilota.

Grazie a tutti i meccanici e ai tecnici per il loro grandissimo lavoro. Grazie a tutti ancora e a rivederci a Le Mans il 20/21 Aprile 2019. Spero che li saremo in tanti  a sostenere questa piccola ma grande squadra.

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