KTM 790 Duke

Dopo averla ammirata all’ultimo salone di Milano, ero molto curioso di provarla. Al salone mi avevano colpito, le sue forme e il motore molto compatto, Dopo un po di telefonate e qualche e-mail, riesco ad averla in prova, presso la concessionaria CortiMoto di Albavilla (CO). Mi presento nel primo pomeriggio di una giornata caldissima, e quando arrivo “Lei” è li ad aspettarmi. Daniele Colombo di CortiMoto, mi spiega le caratteristiche tecniche della Duke, da ferma, la 790 sembra una moto più piccola di cilindrata, il suo bicilindrico DOHC in linea di 799cc (88 x 65,7mm) ha dimensione da “mono”. Il Twin di Mattighofen, ha 105cv a 9.000g/m con una coppia di 87Nm a 8.000g/m con cambio a 6 rapporti. Il telaio è in tubi di acciaio al Cromo-Molibdeno, mentre il telaietto posteriore è in alluminio, forcellone in alluminio pressofuso.  La forcella ant. è una WP a steli rovesciati da 43mm con 140mm di escursione, al post. un monoammortizatore WP con 150mm di escursione, precarico e ritorno regolabili. Freni ant. con pinze radiali a 4 pistoncini e dischi da 300mm, disco da 240mm al post.  Il peso è da record 169 kg a secco, che sommati ai suoi quasi 131CV/litro,  danno già un idea di che moto si tratti. Bello il display TFT, dove si possono accede a tutte le informazioni e variare le mappe: Rain, Street, Sport e Track (consigliata per la pista), e tutti gli altri controlli. Dopo il “buon giro” da parte di Daniele, salgo in sella e inizio a prendere le misure della 790, la posizione è d’attacco, la sella a 82,5cm da terra, permette a tutti di toccare, serbatoi stretto, manubrio largo e distante il giusto, pedane arretrate e alte, insomma geometria perfetta per uno alto 176cm (73kg) come me. Mi colpisce il suo sound molto bello, la casa Austriaca, per ricordare il suono dei suoi V, ha sfalsato l’accensione a 75° così da permettere di migliorare erogazione e trazione. Dopo aver tolto il cavalletto laterale, metto la 1′ e parto, quando inserisco la 3′ mi sembra di averla guidata da sempre, tanto è intuitiva la sui guida. Sono diretto verso il lago, strada ricca di camion e limiti di velocità, i camion si superano in batter di ciglio e i limiti a 70km in 5′, non fanno starnutire la Duke a 2.500g/m in mappa Street. Finalmente termina lo strazio, e arrivano le curve, dove la 790 scatena tutto il suo potenziale, il cambio elettronico è una libidine salendo di marcia, buono in scalata, (ma io preferisco usare la frizione). Tra le curve la Duke è di una semplicità incredibile, basta spostare il peso all’interno della curva e lei si inserisce con una rapidità disarmante, l’asfalto è bollente, ma lei segue la traiettoria sia nelle curve più strette, che quelle ad ampio raggio, per poi uscirne a palla all’apertura del gas. Sopra i 4.000g/m in mappa Street il motore spinge regolare, ma sopra i 6.000 diventa più cattivo, mentre con la mappa Sport, è più pigro ai bassi 3.000g/m per poi “scatenarsi” con  accelerazioni spettacolari, bisogna quasi spingersi con il busto in avanti per contrastarne la spinta, regolare ma “potente”. I sui 105cv ci sono tutti, e forse complice il peso contenuto, sembrano di più. La moto si guida in modo favoloso, tutto è intuitivo, la posizione e rilassata ma “presente”, il motore non scalda (temp. esterna 33°) e non vibra (grazie ai due controalberi  posizionati sull’albero motore e sul cilindro). La frenata mi sembra ottima, la moto si ferma dove dico io, forse alcuni vorranno una frenata più cattiva, ma io preferisco arrivare alla curva non “impiccato”, il peso e la maneggevolezza permettono curve molto veloci, quasi da 250cc la prontezza del suo motore regala meravigliosa sensazioni in uscita di circa. La moto è consigliata a tutti, salvo motoristi, la 790 come tutte le naked, non offre nessun riparo al pilota.  Piccolo appunto, le gomme di serie non sono male, ma al cambio di treno (con uno più performante) non si faranno rimpiangere. I tecnici della casa Austriaca, hanno fatto un ottimo lavoro, questa Duke è un ottimo prodotto, regala grandi sensazioni  di guida su tutti i percorsi. La sfida è lanciata e lei ha tutte le carte in regola per diventare una temibile concorrente del segmento medie Naked, dove non mancano ottimi prodotti Europei e Japan. Concorrenziale il suo prezzo, visto la tecnologia in campo. La sua linea è unica, come tutta la famiglia Duke, a me piace. Adesso non resta che aspettare la sorella Adventure, vista al rally di Sardegna, tra le mani del funambolo Neozelandese Chris Birch (su Youtube si possono vedere i filmati girati in NZ credo nell’isola del sud nell’Otago, che nostalgia), speriamo di vederla nel prossimo salone di Milano

 

 

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