Ducati SuperSport S

“Tu chiamale se vuoi Emozioni” era il testo di una bellissima canzone di Lucio Battisti. La sigla Super Sport nei modelli Ducati è fonte di grandi emozioni, per chi era poco più di un ragazzo negli anni 70 e ricorda la mitica “750 SS” del 1974. La moto nasceva dalla “750 Imola” progettata dall’Ingegnere Fabio Taglioni, con la quale Paul Smart vinse la 1° edizione della 200 miglia di Imola nel 1972. La gara fu dominata da Bruno Spaggiari, che però rimase senza benzina alla fine, terminando secondo quasi a spinta. Questa moto favolosa, nasceva per la formula Daytona, aveva un motore a 4T bicilindrico a V di 90° di 747,9 cc (80 x 74,4 mm), con distribuzione monoalbero desmodromica (l’albero a camme comandava sia gli eccentrici di chiusura che di apertura delle valvole) Il comandato era trasmesso da un alberino a coppie coniche. Il telaio era un doppia culla aperta in tubi acciaio. La potenza era di 84 cv a 9.200 g/m con una velocità massima di circa 270 km/h. Dalla 750 SS derivarono la 900 SS fino alla MHR nata dopo la storica vittoria di Mike Hailwood al TT del 1978.   Piccolo cenno di storia, per ricordare l’Ing. Fabio Taglioni, padre di tutte le bicilindriche a V o a L di 90° Desmo. Ora le super sportive in casa Ducati si chiamano Panigale. Il nome SS comunque rimane sinonimo di moto sportiva. La 937 Super Sport  nasce per tutti quei motociclisti che vorrebbero, una moto sportiva, ma non estrema, con la quale poter fare del Turismo in coppia per un tempo più lungo di un fine settimana. Le vere Sport Tourer  purtroppo sono scomparse dai cataloghi delle case. La Ducati con questa declinazione del suo Testastretta 11° riempie uno spazio e completa la gamma 950, dopo la Hypermotard e la Multistrada.  La prova della Multistrada 950 mi aveva convinto, ed ero molto curioso di provare la SS, una moto che si avvicina ai miei gusti motociclistici. Mi presento di prima mattina in via Napoleona a Como, dove Claudio della Ducati Como mi affida questa splendida moto. La Super Sport, non posso nasconderlo, mi piace moltissimo, le sue linee ricordano la Panigale, ma è meno estrema, la carenatura ripara bene il pilota e il piccolo capolino si può alzare di 5 cm. La 937  della prova è la S che cambia dalla base per: Quick Shift up/down, forcella Ohlins a steli rovesciati da 48 mm ultra regolabile con 130 mm di escursione, e mono posteriore Ohlins da 144 mm di escursione regolabile. Il motore è sempre il Testastretta a 11° di 937 cc (94 x 67,5 mm)  4 valvole per cilindro, con distribuzione desmodromica. La potenza è di 110 cv a 9.000 g/m con una coppia di 93 Nm a 6.500 g/m. Cambio 6 marce e frizione ad azione meccanica con sistema antisaltellamento. Telaio in traliccio di tubi fissato alle teste, mentre al posteriore abbiamo un bellissimo monobraccio in alluminio. Al cerchio anteriore abbiamo 2 dischi semiflottanti da 320 mm con pinze Brembo monoblocco M4-32 ad attacco radiale a 4 pistoncini, pompa radiale e ABS Bosch. Alla ruota posteriore troviamo un disco da 245 mm pinza a 2 pistoncini con ABS Bosch. Molto bello il  display LCD, dove si trovano tutte le informazioni sulla moto. Il sistema Ride-by-Wire è l’interfaccia elettronica del controllo di potenza. Tenendo premuto il pulsantino delle frecce si possono cambiare i 3 Riding mode (Sport e Touring 110 cv e Urban 75 cv). La posizione di guida con il triangolo manubrio, sella, pedane mi sembra cucito addosso, i semi manubri rialzati sono molto belli. La  moto è molto curata è non ha nulla che sporge fuori luogo, tutto è fluido, ottimo il lavoro fatto dai tecnici dalla Ducati. Osservo la bella sella che ospita il pilota e dove anche il passeggero dovrebbe avere  un buon confort. Ma come andrà per strada questo testastretta, versione Super Sport? Metto la prima e mi lancio in mezzo al traffico, la posizione di guida è molto comoda e mi permette di passare facilmente tra auto e camion in sicurezza, il motore in mappa Touring è molto generoso, basta tenerlo sopra i 3.000 e ti spinge con forza. Il cambio elettronico e molto bello da usare sopra i 4.000, basta sfiorarlo e si cambia marcia, divertente. Sono diretto a Sormano e la sua Colma, le curve e i suoi tornati in salita e discesa saranno un ottimo luogo dove assaporare la SS. Il motore in mappa T è veramente bello da usare, dopo i 5.000 allunga deciso senza il minimo vuoto. Mentre guido apprezzo la mancanza di vibrazioni, salvo il vibrare degli specchietti  che deformano un po l’immagine, forse sarà da rinforzare la parte di carenatura dove sono alloggiati.  Arrivo al bivio  per Sormano dove con un semplice gesto, inserisco mappa Sport, il motore cambia carattere, da “pronto” sopra i 4.000 diventa “prontissimo”. Tenendo la 3° aprendo con decisione ti proietta in avanti tra curve e tornanti. Il mix tra CV, maneggevolezza e frenata (persino esagerata) regalano nel guidarla momenti di gioia. Il motore sempre generoso per la sua erogazione mai appuntita, non mette in difficoltà e tra le curve si guarda solo come uscirne il più veloce. Un vero divertimento, sono tornato ragazzo, mi piace moltissimo il rumore del suo doppio scarico. Salgo e scendo tra le curve, con un asfalto un po’ umido di questa primavera che non vuole arrivare. La sensazione è di guidare una gran bella moto, una moto sincera, sicura. Con lei puoi affrontare le strade montagna, con il massimo livello di divertimento.La SS è rigorosa in curva e perdona anche qualche indecisione del manto stradale (l’asfalto per Sormano è stato rifatto, ma non in tutti i punti). Le sospensioni Ohlins lavorano alla grande L’ottima posizione di guida e la generosa sella, la potrebbero trasformare anche in eccellente moto da turismo. Volendo con lei si possono fare anche dei bei turni in pista, dove non sfigurebbe. Sono convinto che i veri appassionati della bella guida, l’apprezzerebbero tantissimo una volta provata. Non ha potenza da togliere il fiato, ma ha un mix che non lascerebbe indifferente chiunque abbia guidato le moto Italiane degli anni 80. Ma la Super Sport non è una moto per nostalgici, è solo una moto per i tantissimi motociclisti, che non pensano di attraversare il deserto, cercare il record al Mugello, insomma il 70 % di noi. Dopo tante curve e tantissimo divertimento, rientrando a Como,  mi rendo conto che sono su una Ducati, e di quanto questo nome sia importate per gli appassionati. Sono tanti gli automobilisti che mi salutano mentre gli affianco ai semafori, oppure i gruppi di ciclisti che sulla Colma, passano gridando Forza Ducati, mentre faccio le foto alla “Rossa”.  Grande Italia.

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