Ducati Scrambler 1100

Le moto Scrambler nascono in America negli anni 50. Era il nome che venne dato a delle moto stradali, che con poche modifiche potevano affrontare senza problemi strade non asfaltate. Furono per primi i costruttori inglesi a credere in questo tipo di moto. Dopo alcuni anni anche i costruttori italiani arricchirono i loro listini, con tante Scrambler. Ma la vera è unica rimane la monocilindrica Ducati Scrambler, nelle cilindrate 250, 350 e 450. Nei primi anni 70, la Ducati era il sogno di tanti giovani. La sua linea semplice conquistò tanti appassionati in tutto il mondo. Bisogna ricordare che non erano delle moto molto affidabili (come quasi le moto di quel periodo), oltre ad esser complicate da mettere in moto a pedale (specialmente la 450). La Ducati, in onore di questa mitica moto, da qualche anno ha lanciato sul mercato la nuova Scrambler, con motore 800cc. Questa moto ha riscosso subito un incredibile successo commerciale, proposta in varie versione è la ducati più venduta in Italia ormai da un po di tempo. Questo successo si deve alla qualità del prodotto, alla semplicità di guida e al suo motore bicilindrico desmo di 803cc di 73cv raffreddato ad aria. In Ducati hanno voluto ampliare la gamma Scrambler con la nuova 1100, presentata al salone di Milano 2017. All’EICMA, la moto mi era piaciuta tantissimo, per la sua linea unica ed elegante. Ero proprio curioso di vedere come andasse su strada questa nuova versione, con il suo nuovo motore di 1079cc (98x71mm.). La moto mi viene consegnata come sempre da Claudio nella sede della Ducati Como. Questa Scrambler è di colore nero (si può avere anche Yellow 62), Claudio mi spiega la moto in generale, tre riding mode City, Journey (touring) e Active (sport) tutte facili da inserire. Staticamente le moto è bella, e ricorda con il manubrio, serbatoio e sella, la vecchia monocilindrica. La nuova moto, ha un bicilindrico due valvole raffreddato ad aria, di 86 cv a 7.500 g/m con un bel doppio scarico e i terminali alti. Il cambio è un sei marce, mentre la frizione idraulica ha il sistema antisaltellamento. La forcella è una Marzocchi regolabile da 45 mm. a steli rovesciati con 150 mm. di escursione, posteriormente abbiamo un forcellone doppio braccio con mono Kayaba regolabile con 150 mm. di escursione. I freni sono, all’anteriore un doppio disco semiflottanti da 320 mm, con pinze Brembo monoblocco MA.32 ad attacco radiale a 4 pistoni, pompa assiale con Cornering ABS Bosch. Alla ruota posteriore abbiamo un disco da 245 mm. pinza flottante a 1 pistoncino con Cornering Abs Bosch. La moto pesa in ordine di marcia circa 206 kg (189 kg a secco). Salgo in sella, mi piace la posizione di guida, manubrio largo il giusto (per le mie misure) sella comoda che permette di toccare a terra facilmente. La bella strumentazione LCD con tutte le informazione per la guida. Bene è ora di partire, esco da Como e mi dirigo verso il Ghisallo e Sormano, vorrei fare i Piani del Tivano per poi scendere verso Nesso. Una strada ricca di curve e stretti tornanti, dove vorrei vedere come si comporta la 1100. Sulla statale che mi porta al lago del Segrino, apprezzo la posizione di guida molto rilassata, la frizione dolcissima e il cambio preciso se si accompagna nella breve corsa, mentre il pedale del freno posteriore è un po stretto, forse in qualche frenata d’emergenza potrebbe risultare “scomoda” da trovare. Il motore è molto vivace dai  4.000 g/m in su, in mappa Journey, mappa che permette di guidare in relax. Dopo il lago del Segrino, la strada inizia a salire e inserisco la mappa Active, come sempre la mappa Sport si distingue per una maggiore prontezza all’apertura del gas. Tra le curve la Scrambler è di una facilità di guida disarmante, veramente molto facile grazie al suo motore non ricco tantissimi cavalli (tra questa curve sarebbero inutili) ma sfruttabili con un erogazione lineare che diverte tantissimo. La frenata è sicura, le sospensioni sono tarate benissimo (per il mio peso e la mia guida), assorbono bene le nostre strade che di certo non sono un biliardo. Ottimi i consumi, con una guida non proprio “rilassata”, il livello benzina è sceso di poche tacche. Questa Scrambler conquista per la sua linea classica ma dai contenuti moderni, per la sua guida molto sincera e per il suo motore che accompagna ovunque senza mai “annoiare”. La moto non vibra (le vecchie smontavano anche le mandibole), con lei si possono fare delle belle gite in due, vista la comodità della sella. La Scrambler 1100 è proposta in varie versione, tutte molto belle. La Ducati non sbaglia un colpo.

 

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