Suzuki GSX-S 1000 GT

Suzuki rientra nel segmento Sport Touring, prendendo come base del progetto la sua splendida GSX-S 1000.

 

Erano ormai anni che mancava nel catalogo Suzuki una vera Gran Turismo. Catalogo che aveva visto già negli anni 80, la splendida GS 1000 4 cilindri bilatero. I non più giovani ricorderanno la GS 1000 S con cupolino e la rara GS 1000 G con trasmissione finale a cardano (come la GS 850). L’ultima moto dedicata ai mototuristi era stata la super affidabile GSX 1250 Bandit , una moto apprezzatissima dai motociclisti del nord Europa, ma ormai uscita dal catalogo da un bel po di anni. La Suzuki ha voluto riempire questo vuoto, presentando una 1000 derivata dalla GSX-S 1000. Una moto con il motore che discende dal GSX-R 1000 K5, che da solo meriterebbe un capitolo a parte, un Mondiale SBK nel 2005 e 17 Mondiali Endurance EWC (S.E.R.T.) e diversi Mondiali SuperStock, un numero impressionante di 24 ore vinte negli anni, tanto per rendere “ufficiale” l’affidabilita del motore.

 

 

Come è fatta.

La 1000 GT non nasce per fare il “verso” a nessuna concorrente, ma i tecnici giapponesi come da tradizione Suzuki, non hanno fatto rivoluzioni bensì un lavoro sul motore per alleggerire e migliorare gli scorrimenti interni. Mentre per le linee è stato fatto uno attento studio in galleria del vento, questo per garantire la massima penetrazione nell’aria con il pilota in sella, che si traduce in una minore resistenza all’aria della moto a pieno carico, per un migliore confort nelle lunghe distanze. La parte frontale della 1000 GT è piccola se confrotata a altre GT, ma la cura dei dettagli aerodinamici si nota dai piccoli spoiler laterali, dal musetto basso e affilato con i due fari LED,  dal cupolino (non regolabile) molto robusto che segue linee tracciate in galleria del vento. La qualità dei materiali è Made in Japan. nulla è lì per scena, ma per rendere la vita del pilota la più semplice possibile. La nuova Suzuki ha, per la prima volta, un display TFT LCD a colori (luci diurna e notturna) da 6,5 pollici, che scaricando l’app Suzuki mySPIN, permette al nostro smartphone di connettersi e accedere a 5 funzioni (contatti, telefono, Mappe, Musica e calendario). La GSX-S 1000 GT dispone di Cruise control, controllo di trazione a 5 livelli (disinseribile), acceleratore Ryde-by-wire con 3 possibilità di erogazione di tutta la potenza: A (Active) più pronto e “agitato”, B (Basic) più dolce alla risposta, C (Confort) per un’erogazione più dolce e consigliata su fondi con scarsa aderenza. Tutte queste funzioni  si possono regolare molto facilmente sul blocchetto comandi di sx. Per isolare il pilota (e passeggero) da possibili vibrazioni, e regalargli una guida più rilassata sulle lunghe distanze, i tecnici di Hamamatsu hanno fatto un attento lavoro, su manubrio, sella e pedane. La 1000 GT ha di serie le borse laterali da 36 litri con cover in tinta per le tre colorazioni, Blu Miami, Blu Las Vegas e Nero Dubai, sempre di serie ha la presa USB. Il catalogo di accessori molto ricco, prevede Manopole riscaldate, varie cover in carbonio, ma purtroppo non è previsto il cavalletto centrale. un accessorio necessario per la manutenzione della catena quando si è lontani da casa, anche se ormai  la qualità delle attuali catene riduce la manutenzione anche in un lunghissimo itinerario.

 

Coma va su strada.

 

La GSX-S 1000 GT del Test aveva il cupolino Touring (più alto e ampio di quello di serie), e la sella pilota Premium. La temperatura esterna durante il test era intorno ai 5 gradi, poi passati a 13. Una volta in sella, si apprezza la perfetta triangolazione dei tre punti di contato del pilota con manubrio, sella e pedane, che gli permette di assumere una posizione con il busto alto che non carica i polsi. La sella a 81 cm da terra permette a tutti di toccare facilmente. In mezzo al traffico la 1000 di Hamamatsu è molto agile anche con le borse montate, il motore si rivela subito elastico e discreto anche in 6 marcia a bassissimi giri. Ma la GT nasce per soddisfare il motociclista che da lei pretende guida sportiva, protezione, motore potente e dal grande allungo, insomma una Sport Touring. Affrontando un tratto di superstrada la protezione all’aria malgrado temperatura e velocità, mi ha sorpreso, il capolino Touring mi ha protetto benissimo dall’aria fredda (sono alto 175 cm), senza nessuna fastidiosa e rumorosa turbolenza. solo le braccia rimangono esposte all’aria. Le sospensioni sono adattissime per il Gran Turismo, anche prendendo volontariamente gli avvallamenti in velocità, le sospensioni KYB garantiscono un eccellente confort “copiando”  tutte le magagne del bitume delle nostre strade. Lasciata la veloce superstrada, e presa la strada piena di curve del Lago, la GT ricorda al pilota la nobile discendenza dal K5 non per le “rabbiose” prestazioni ma per un motore pieno di un brio che parte dai 1.500 fino alla zona rossa. Con la mappa A il motore è prontissimo alla risposta del gas, dai 6.000 in su spinge con un vigore fantastico, assecondato da una ciclistica molto sportiva, non è agilissima come la sorella Nuda, ma penso che con gomme più sportive possa diventare un brutta bestia da incontrare. Dopo queste divagazioni, e calmati i bollenti spiriti la 1000 GT si rivela come una compagna tutto fare. Con la mappa B questa Suzuki si fa apprezzare per il suo motore pieno ed elastico come pochi, grazie anche al sistema “cambiorapido” elettronico veramente  a punto, specialmente in scalata a basso numero di giri, il tutto avviene in modo rapido, silenzioso e senza scalini. La frizione (antisaltellamento) a filo è morbidissima. Tra le curve la guida di questa GSX-S 1000 GT e facile e molto intuitiva, non è nervosa come la sorella Nuda molto più caricata sul davanti. La  La GT lascia al pilota la scelta di come guidarla, in virtù di una posizione di guida ecellente e di una sella che sostiene bene il pilota anche dopo alcune ore in sella. Le vibrazioni sono quasi inesistenti e si avvertono solo ad altissimi giri, forse il passeggero ha una sella un po più piccola, ma può contare su maniglie molto grandi e ben posizionate. Il reparto freni (misto Brembo Nissin) permette decelerazioni improvvise in totale sicurezza, senza che moto abbia il minimo sussulto, il telaio è una sicurezza. Un’eccellente valutazione la meritano le gomme Dunlop Roadsport 2 sviluppate dalla Dunlop per questo modello. Pensavo fossero gomme GT, ma dopo poche curve mi son dovuto ricredere su di loro, offrono un ottimo grip tra le curve (anche a basse temperature) e tengono molto bene nei punti in ombra con l’asfalto molto umido e freddo.  Nel concludere questo bellissimo Test, posso solo dire che la casa di Hamamatsu ha fatto benissimo ad investire su questa GT. Il mercato a mio parere è ormai saturo di Super Enduro che in pochi sono capaci di portare in fuoristrada, forse sarebbe meglio rivolgersi a moto come questa, che con prezzo d’acquisto ragionevole permettono di fare del sano turismo, in sella ad una moto super affidabile che permette a tutti, di aprire una carta dell’Europa, fissare un punto e arrivarci . Una moto che farà felici i motociclisti del nord Europa, notoriamente intrepidi motoviaggiatori, incuranti del meteo. Lunghi viaggi permessi da mancanza di vibrazioni, protezione aerodinamica,  da un serbatoio da 19 litri che assicurano soste per rifornire, non prima di 350 km. Speriamo di poterla provare in qualche lungo viaggio di alcune migliaia di chilometri, per saggiarne le qualità da GT dopo tante ore passate in sella.

Testo e foto di Rino Salvatore Satta
 uno speciale grazie a TOSO MOTO concessionario SUZUKI di Pescate (LC)
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