In viaggio dalle Alpi ai Pirenei

 

“La vita è un viaggio e chi viaggia vive due volte” diceva Omar Khayyām, matematico, astronomo e poeta Persiano.

 

      

Con questa semplice ma potente frase, ho organizzato il mio viaggio in moto. Un viaggio che mi avrebbe portato sulle mitiche salite del ciclismo delle Alpi e dei Pirenei. Per poi attraversare il sud della Francia e scoprire le Gole (Gorge) le più e meno conosciute, seguendo le strade secondarie. Occasione per passare a trovare dei cari amici vicino Carcassonne, sul Canal du Midi. Per il pernottamento ho preferito prenotare in B&B e Chambre d’hôtes, in sperduti paesini che mi avrebbero permesso un maggiore contatto con il territorio.

                   

Dalle Alpi aiPirenei sulle mitiche salite del Tour de France

Il mio viaggio è partito dal Lago di Como, per dirigermi verso la Valsusa. Dopo il Col di Monginevro sono arrivato in Francia a Briançon, per proseguire verso il Col du Lautaret (2058 mt) e dopo 8 km di tornanti con le montagne come sfondo,sono arrivato sul mitico Col du Galibier (2642 mt). Meta tra le più ambite da ciclisti e motociclisti, il Galibier è stata la salita dove Marco Pantani nel Tour del 1998 ha scritto una delle più belle pagine del ciclismo moderno. La vista da lassù (complice una splendida giornata) è di quelle che lascia a bocca aperta, mentre ammiro il panorama ripenso alle sue parole “vado così forte in salita, per abbreviare la mia agonia”, in bici la salita è lunga e sfibrante. Dopo questo malinconico ricordo e dopo un po’ di foto, sono di nuovo in sella diretto a Rencurel per percorrere D25 delle Gole del Vercors. Lungo la Val d’Isère mi fermo ad ammirare la diga di Chambon a 1044 mt. Dopo Grenoble sono diretto nel Vercors, ma purtroppo causa lavori di manutenzione alla D25 sono costretto a una lunga deviazione (50km) e passare da altre gole per poter arrivare a Rencurel nell’Albergo la Marronier in tarda serata. L’Albergo (gestito da due motards) è pieno di motociclisti del nord Europa, arrivati per percorrere le splendide Gole del Vercors, inserirete tra le più belle strade di Francia. Una cena a base di formaggi e salumi locali è la giusta conclusione di una giornata trascorsa sulla moto. La mattina dopo un’abbondante colazione, scambio alcuni pareri con motociclisti Olandesi e Tedeschi sulle strade transitabili che portano alle gole. Di nuovo in sella direzione la D22 e le Gorge du Nan. La strada molto stretta con un discreto fondo, non impensierisce la mia Suzuki VStrom 1050 XT. Dopo tantissimi tornanti arrivo sulle gole a strapiombo, il lavoro fatto dalle nude mani dell’uomo rende questo luogo unico per vista e bellezza.

      

Riparto direzione le Gole dell’Ardèche, lungo i km che mi separano dalla meta, incontro tanti piccoli splendidi paesi, tra i quali Bourg-Saint-Andèol. Arrivo a Saint-Michel-d’Ardèche dove seguo i cartelli per le gole. La strada è una vera goduria per i motociclisti, come lo è la vista su queste splendide Gorge, meta ogni anno di tantissimi turisti. Pernotterò a Issirac piccolo paese di poche centinaia di abitanti alla Maison de Madame Tartane. La mattina faccio colazione sul terrazzo con il Mont Ventoux come sfondo. Mi aspettano tanti km e le previsioni meteo sono pessime, la pioggia purtroppo mi accompagnerà per quasi tutto il viaggio, fino a Montferrand (vicino a Castenaudary) a casa di Cristophe e Laetitia miei grandi amici, che mi accoglieranno nella loro splendida casa di fronte al Canal du Midi. Il giorno dopo, complice il bel tempo, visita a Carcassonne (Patrimonio dell’Umanità), e la scoperta di una piccola ma splendida città medievale, Lagrasse.

    

La mattina faccio colazione sul terrazzo con il Mont Ventoux come sfondo. Mi aspettano tanti km e le previsioni meteo sono pessime, la pioggia purtroppo mi accompagnerà per quasi tutto il viaggio, fino a Montferrand (vicino a Castenaudary) a casa di Cristophe e Laetitia miei grandi amici, che mi accoglieranno nella loro splendida casa di fronte al Canal du Midi. Il giorno dopo, complice il bel tempo, visita a Carcassonne (Patrimonio dell’Umanità), e alla scoperta di una piccola ma splendida città medievale, Lagrasse.

   

         

L’indomani riparto diretto sui Pirenei, per salire su Col d’Aspine e Il Col du Tourmalet. Le strade per raggiungere i due colli sono splendide per lo spettacolo che regalano agli occhi del visitatore, come la vista dai due colli. Mentre scendo dal Tourmalet per raggiungere il Col d’Aubisque, mi accorgo come tanti altri motociclisti, che la strada è interrotta. Questo mi costringerà e risalire sul Tourmalet (19 km) e cambiare programma. Il meteo purtroppo non promette nulla di buono, e dovrò percorrere i quasi 100 km di statale sotto la pioggia, fino al Chambe d’hôtes di Arudy. Arriverò in tarda serata in una questa splendido B&B. L’accoglienza e la location sono tra le migliori che abbia visto in tantissimi viaggi in Francia, camera e spazio per l’ospite sono di un livello straordinario, come la colazione un vero trionfo di sapori.

    

 

La mattina saluterò la signora ringraziandola per l’ospitalità. La mia destinazione è il Col d’Aubisque, un colle che per raggiungerlo, offre tutta la bellezza dei Pirenei, con verdissimi panorami e mucche al pascolo. In vetta incontro una coppia di motociclisti Portoghesi e altri gruppi di motociclisti Tedeschi, Spagnoli e Francesi. Come sempre la cordialità e i sorrisi sono la cosa più bella di un viaggio in moto, si parla la stessa lingua, anche se cambia l’idioma, alcuni sono incuriositi dal fatto che viaggi da solo. Proseguo verso il Col du Soulor, dove incontro una coppia di anziani Francesi in giro per i passi dei Pirenei con le loro splendide Citroën degli anni 30, perfettamente originale e funzionanti, oltre ad essere i proprietari di queste storiche auto, sono anche i restauratori. Si legge nei loro sguardi la gioia di vederle viaggiare, dopo anni di ricerche di tutti i pezzi originali. Il Col du Soulor è l’ultimo colle dei Pirenei, il mio viaggio prosegue verso la D918 direzione Arrens-Marsous e Tarbes. Seguendo la strada che dal Col Du Tourmalet mi porta a Tarbes, noto la differenza del paesaggio tra montagne dei Pirenei e quello delle Alpi. I primi molto più verdi con più boschi (dovuto a un clima più piovoso), mentre le seconde più arido. Anche i tetti delle case in Ardesia, ricordano i tetti della lontana Bretagna. Dopo queste considerazioni di carattere paesaggistico, a Tarbes, prendo per la prima volta l’autostrada direzione Nizar, mi aspettano 340 km di noiosa autostrada per arrivare al piccolo borgo.

       

Arrivo in questo piccolo paese di 593 abitanti situato nel dipartimento dell’Hérault nella regione dell’Occiatania, sono ospite nella Chambre d’Hotre de l’Union di Phil Williams, un Inglese che ha dato un tocco molto “Inglish” alle stanze. La mattina durante “Le petit- déjeuner” o Breakfast all’Inglese, chiedo a Phil cosa ci facesse un Inglese in luogo così appartato. Mi racconta che dopo aver lavorato per il Governo di sua Maestà (precisamente per Tony Blair) si era stancato del clima Inglese (non credo si riferisse al solo meteo), aveva preferito vivere in luogo più tranquillo con clima più caldo. Mi sarebbe piaciuto parlare ancora con quest’Inglese apparentemente distaccato ma molto cordiale, però avevo ancora tanta strada da fare fino a Nyons nella Drôme.

 

 

 

Seguo la D4 che mi permetterà di attraversare le gole del fiume Hérault, un luogo poco conosciuto, ma da consigliare a tutti i motociclisti, sia per la strada ricca di belle curve, sia per i panorami che lasciano a bocca aperta. Un’immersione nella Francia più autentica, fatta di piccoli borghi ricchi storia. Proseguo lungo la strada dei Vini fino a Nyons, un percorso che profuma di vendemmia. Nella zona si stanno raccogliendo i pregiati grappoli, destinati a grandi “Crus” francesi, tra i quali il Côt du Rhône. Arrivo a Nyons splendida cittadina, del quale abbiamo già parlato in un viaggio precedente https://www.moto-ontheroad.it/on-the-road/reportage-in-moto/baronie-provenzali/. La mattina seguente dopo colazione e aver salutato la famiglia Boutonnet proprietari del B&B “Clos des Rûines” parto, mi aspettano quasi 500 km fino a casa.

 

La strada fino al Colle del Monginevro, è sempre molto bella ammiro sempre Embrun e il suo lago. Dopo Torino inizio a pensare a quante emozioni mi abbia regalo questo “intenso” viaggio. La moto è l’unico mezzo a motore che ci permette di viaggiare veloci e a contatto con i luoghi che attraversiamo. Ne percepiamo i profumi e il clima, e questo ci fa sentire a contatto con l’ambiente. Ripenso alle tante persone incontrate, dai motociclisti che mi salutano e si fermano quando mi vedono con la cartina in mano, e ai tanti scambi di opinioni sui percorsi da attraversare. Il viaggio è l’incontro con l’umanità che pensiamo si sia persa in questa società. L’umanità che ho colto nei racconti dei gestori dei B&B, che dopo una vita comoda decidono di vivere in luoghi più tranquilli e prendere in mano la loro vita. Questo viaggia mi ha regalato l’abbraccio dei miei amici, e i sorrisi e l’ammirazione di tantissimi motociclisti, alla fine di tutto il vero viaggio è dentro se stessi

 

 

 

 

 

Ringrazio la Suzuki Moto Italia, per la splendida VStrom 1050 XT, che mi ha accompagnato su assurde stradine bianche (quando il navigatore è impazzito), o di viaggiare in totale relax su strade e autostrade, visto la mancanza di vibrazioni. Una moto “Totale” nel vero senso del termine. Si guida come una Naked su strada, la maneggevolezza anche con i bagagli è da riferimento, i cavalli sono sempre disponibili a qualsiasi regime di giri, ma sopra i 4.000 g/m si scatena in allunghi poderosi fino alla zona rossa. Su strade bagnate i suoi controlli di trazione mettono “al sicuro” il pilota in mappa B (Road), la mappa C (Rain) l’ho trovata fin troppo “conservativa” anche sui passi di montagna sotto la pioggia. Una moto fatta molto bene con materiali di qualità, conosciuta per la sua affidabilità, non ha nulla di superfluo. Tra le poche cose che migliorerei, ci sarebbero la potenza del faro, su strade di campagna sotto la pioggia l’ho trovata insufficiente. Ma credo che se avessi avuto i faretti supplementari non avrei avuto nessun problema.

 

   

Testo e foto di Rino Salvatore Satta

 

Un grande grazie a Claudio Falanga di

https://www.moto-ontheroad.it/

 

Pernottamento

https://www.hotellemarronnier.com/accueil.htm

https://maisondedametartine.com/

https://www.chambres-ossau.fr/

https://www.gite-chambres-nyons.com/

Chambres d’Hôtre de l’Union32320 Nizas

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