Triumph Tiger Sport 1050

 

La prima Tiger con marchio Triumph risale al 1937, si chiamava Tiger 80, fu una moto che ebbe un grande successo. Dopo tanti anni, una nuova Tiger venne presentata nel 1981, era la Tiger Trial 750, anche lei ha avuto un discreto successo, ma dopo qualche anno il glorioso marchio inglese chiuse i battenti. Negli anni 90 una nuova società, l’attuale “Triumph Motorcycle Ltd” rilevò il marchio, e con la sigla Tiger la casa si Hinckley, presenta tutte le sue Crossover o Super Enduro. La Sport è presente sul mercato dal 2006, sostituiva la Tiger 955i che aveva un motore più piccolo di cilindrata. Mentre la versione Sport aveva il “pepato” 1050cc della Speed Triple. Nel 2013 la Tiger, subisce un profondo rinnovamento, il motore acquista 10cv, viene introdotto lo splendido forcellone monobraccio (con il disco più vicino al perno della ruota, preso dalla ST), cambiano quote telaio e appare il nuovo bel cupolino. Per la versione 2016 i tecnici inglesi, dichiarano ben 104 migliorie sul motore: nuova testata, nuove prese d’aria e pistoni ridisegnati, tutto il gruppo motore è stato aggiornato. Ora il tre cilindri raffreddato a liquido di 1050cc (79×71,4mm) 4 valvole per cilindro, raggiunge una potenza di 124cv a 9400g/m, un coppia di 104 Nm a soli 4300g/m. Il telaio è un doppia trave in alluminio, con forcella Showa plurigolabile a steli rovesciati da 43mm, con 140mm di escursione. Al posteriore un forcellone monobraccio con mono Showa pluriregolabile, con 155mm di escursione. I freni: doppio disco flottante ant. da 320mm, con pinze radiali Nissin a 4 postonici con ABS. Mentre per il post. disco da 255mm Nissin a 2 pistoncini con ABS. Nell’ultima versione è stata introdotta una nuova elettronica, con tre mappe: Rain, Sport e Road. Grazie alla Factory-bike/Triumph Brianza di Albiate, e al suo responsabile vendite Davide Rizzo,  ho potuto testare questa tre cilindri. Dopo alcune semplici spiegazioni da parte di Davide, mettiamo la mappa sport, inserisco la prima e parto. Come sempre il traffico non manca la mattina in Brianza, ma dopo un po di chilometri, mi immergo nelle sue strade interne, ricche di curve (un po umide), di ciclisti e auto di cercatori di castagne. Non posso nascondere, che ho un debole per il tre cilindri inglese, il suo “sound” è unico. Ma quello che stupisce è la sua linearità, riprende con qualsiasi marcia, ho sempre la mappa sport e devo riconoscere che sopra i 4000g/m aprendo con decisione la moto ti proietta tra una curva e l’altra, con una spinta entusiasmante quasi “rabbiosa”, il suo è un motore che graffia. Tengo sempre la mappa Sport, è una vera goduria, assecondato da un cambio quasi perfetto, con la sua corsa breve e precisa, la frizione aiuta la guida in modo fantastico. I tecnici inglesi, dicono che hanno ridotto lo sforzo per azionarla del 48%, non lo so, ma é morbidissima (ho avuto da giovane una Laverda 1000 3cl, lo sforzo per azionarla era da Maciste). Dopo tante curve mi fermo e metto la Road, il motore perde un po di cattiveria acquista in rotondità, bellissima per viaggiare in due con bagagli. Ma dopo un po di strada rimetto la “favolosa” Sport, devo ammettere che non è sempre la mia guida, però avere un po di pepe, non mi dispiace. La Tiger Sport  è un vero gioiello, le finiture sono moto curate e la sua linea, la rende unica. Per quanto riguarda motore e ciclistica, credo che esistano poche moto che offrano nello stesso  pacchetto, un motore “rabbioso” e al tempo stesso, dolce per lunghe percorrenze. La buona protezione del pilota è garantita dall’apparente piccolo cupolino, che si può alzare con semplice gesto, anche in viaggio (operazione che è sempre meglio fare da fermi). Dopo questo bellissimo giro, riconsegno la Tiger. Come ho trovato questa moto? Bella, molto bella, ricca di personalità, il suo motore mi ha convinto, come mi ha convito la sua ciclistica molto a punto, non ha un minimo ondeggiamento, e questo incoraggia la guida “allegra”. Un moto da consigliare a tutti quei motociclisti che badano alla sostanza. Questa moto ha un cuore  grandissimo, bisogna provarla. Potrebbe  essere la compagna per vacanza in due e bagagli, e uscite domenicali con amici, certi di non esser staccati facilmente da nessuno. Una moto dalla doppia personalità. Non capisco come mai non abbia avuto, il successo di vendite che merita… misteri a cui è difficile dare una risposta, o forse la moda non la premia. Peccato, un vero peccato perché una volta provata, diventa un metro di paragone, “LEI” riesce a fare tutto molto bene.

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