BMW R1200 GS Rally

La prima G/S (Gelande-fuoristrada e Strasse-strada in tedesco), venne presentata alla stampa nel 1980, dopo un lungo collaudo durato quasi due anni. Nasceva per accontentare i suoi tanti clienti giramondo, stanchi di fare solo Strasse, e che chiedevano un mezzo che permetesse loro, di fare anche Gelande, sempre in sella a una BMW. Tutti alla presentazione di questa grossa (per i tempi) Enduro, pensavano si trattasse di una moto pesante e impegnativa da guidare. Bastarono i primi test, per far cambiare subito parere ai tanti che avevano storto il naso, su un boxer per il fuoristrada. La moto si guidava con facilità, complici la sua forcella a perno avanzato, la ruota anteriore da 21″,  e il forcellone monobraccio posteriore che aveva al suo interno l’albero cardanico, con cerchio da 18″ La possibilità di poter montare le valige, la faceva apparire come una moto con la quale partire e non tornare più. Grazie alle vittorie della “Dakar” nel 1981/83 con Hubert Auriol, e nel 1984/85 con il “piccolo” Gaston Rahier, divenne una tra le moto più sognate. Negli anni la cilindrata arrivò a 1000 e poi a 1150, fino agli attuali 1200cc. In tutti questi anni la “GS” (perse anche /) ha conquistato miglia di appassionati, così da farla diventare una delle moto più vendute, in tutto il pianeta. Ormai da noi in Italia crisi o non crisi, è da anni in vetta alle classifiche di vendita. Tutte le concorrenti devono confrontarsi con lei, per questo anche da noi si sono formati due fronti: i pro (tantissimi) e i contro. Io non faccio parte di nessuna di queste categorie, non amo le sette,  adoro guidare le moto di qualsiasi cilindrata e marca. Non credo esistano moto perfette, esistono solo moto per tutti, basta provarle e guidarle. Con le moto attuali anche le più piccole, si può andare a Capo Nord senza patemi d’animo, ma la vera avventura rimane sempre il viaggio… non la meta. Dopo questo piccolo (ma doveroso) cenno storico, grazie a Massimo Marchesi, di Valli Motorrad di Monza, ho potuto provare la moto in allestimento Rally. La GS ha un motore Boxer di 1170cc (101 x 73mm) 125cv a 7750g/m, con una coppia di 125Nm a 6.500, un rapporto di comprensione di 12.5 La frizione in bagno d’olio con sistema antisaltellamento, con comando idraulico. Cambio a sei rapporti e trasmissione finale ad albero cardanico. Il telaio è in due parti anteriore e posteriore avvitato, il motore è parte portante. Anteriormente abbiamo una sospensione telelever con steli da 37mm, con ammortizzatore centrale con escursione da 190mm. Posteriormente abbiamo un forcellone in allumino con paralever, ammortizzatore WAD con escursione da 200mm. Ruota ant. a raggi (bellissime) da 19″con doppio disco flottante da 305mm con pinze radiali Brembo a 4 postoncini con ABS, al posteriore ruota da 17″ a raggi con disco da 276mm con pinza flottante Brembo a 2 postoncini. Il serbatoio da 20lt ha due colori: blu, rosso. La strumentazione ha contagiri e contachilometri analogici, mentre sul display ci sono tutte le informazioni sul motore e sulle mappe.  La Rally in prova aveva sella sdoppiata e la mappa Dynamic. Il Dynamic ESA autolivellante, che agisce su precarico, regolandone l’altezza per compensare i carichi di passeggero e bagagli e risposta degli ammortizzatori (velocità di compressione/estensione). Modificando le modalità di guida si agisce sulla risposta del gas, sul setup degli ammortizzatori (passando da Road – mappa rain,road e enduro a Dynamic mappa dynamic, dynamic pro e enduro pro), sull’azione del DCT che prende i dati dalla fisica della moto mediante i sensori di beccheggio, rollio e imbardata. Insomma un gran dialogo tra sensori e centraline, mentre per il pilota basta agire semplicemente sul Mode. Dopo questa lunga descrizione della moto passo alla prova. Un breve riscaldamento del motore e salto in sella. Il manubrio mi sembra largo,  regolo la mappa Dynamic con il pulsantino sul blocchetto di destra, metto la prima e lascio la frizione molto morbida (fin troppo) e parto. Dopo qualche chilometro mi chiedo dove siano finiti i 244kg del suo peso, complice il motore Boxer che abbassa il baricentro, la moto è di una facilità di guida invidiabile. Dopo essere uscito dalla superstrada, dove ho potuto apprezzare la protezione del pilota e la stabilità della moto sui curvoni,  si ha come la sensazione che il becco schiacci l’anteriore, in questo  l’ESA fa il suo dovere. Vado verso le curve di Monticello Brianza, dove si può apprezzare tutta la sua maneggevolezza. Tra le curve in salite e quelle in discesa, la GS è di una facilità di guida imbarazzante, cambio e trasmissione finale stupiscono. Mi aspettavo qualcosa di più duro e impreciso, le cambiate sono precise anche nei cambi veloci. Però la GS si fa apprezzare per il suo motore che tira fin dai più bassi regimi, per poi progredire con un allungo deciso e senza il minimo vuoto. Se poi si vuol guidare fluidi basta tenere il motore attorno ai 4.000g/m per avere un motore sempre prontissimo ad ogni giro della manopola DX. Tutto quello che ho sempre sentito su questa moto, mi sembra vero. La GS si fa condurre da chiunque, e porta chiunque in giro per il mondo. Se poi si vuol fare del fuoristrada, allora bisogna avere una buona forma fisica, accompagnata da tecnica di guida in fuoristrada, dove dimensioni e peso, tracciano il solco tra uno stradista e un fuoristradista. Penso che come le super sportive si possano portare in pista dopo qualche corso di base, anche queste Super Enduro si possano condurre in fuoristrada, solo dopo avere appreso tecnica e malizia di guida, per goderne almeno in parte, il loro enorme potenziale. Continuo a godermi questa Rally tra le curve, credo che la moto sia sempre un vero divertimento, le moto attuali ricche di elettronica regalano una sicurezza sconosciuta fino a qualche anno fa, questo non deve mai far dimenticare la prudenza, che non vuol dire andare piano, ma guidare con la massima attenzione. Purtroppo troppa gente ormai usa lo smartphone alla guida dell’auto. Dopo le belle curve dell’alta Brianza, rientro in superstrada, dove riconosco alla GS un’ottima posizione di guida. Il manubrio permette il massimo controllo, la strumentazione anche se non recentissima, a mio avviso è molto bella, tutto è ben leggibile, mentre il cupolino protegge molto bene il pilota (io sono alto 175cc). Rientro a malincuore e parcheggio, le manovre da fermo sono abbastanza agevoli, non mettono in apprensione. Come ho trovato questa moto? Molto bella da guidare, “facile” diciamo che in BMW sono riusciti a rendere molto “equilibrata” una moto apparentemente imponente. La GS tra le curve è un vero piacere, in superstrada va come una Gran Turismo. Insomma una moto priva di diffetti? No! prima il prezzo, secondo,  a mio parere forse la mancanza di un’anima, cosa che ho trovato nella R 1000 XR. La GS fa tutto, é una moto “cool” dalla forte immagine, da usare in città per fare i “fighi”, ma al tempo stesso ti può portare fino ai confini della terra. Una di quelle moto con la quale, vorresti prenderti un anno della “Tua Vita” e girare il mondo che è li per noi, e non ci aspetterà all’infinito. Lunga vita alla “Regina” del mercato.

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