Triumph Bonneville T120

La storia della prima T120 Bonneville parte dal lontano 1959, era l’erede dalla T110 e sostituiva la famosa Tiger. La moto prendeva il nome dal famoso lago salato di Bonneville Speedway, luogo dove, ancora oggi, si tenta di battere tutti i record di velocità, di tutti i mezzi su ruote. La T120 aveva in motore bicilindrico fronte marcia a 4 tempi di 650cc, con 46cv di potenza, raffreddamento ad aria, alimentazione a 2 carburatori, cambio a 4 rapporti separato dal motore (come quasi tutte la moto inglesi). Il peso era di soli 170kg, e raggiungeva i 170km/h. La Bonneville ebbe un grande successo nel grande e ricco mercato americano, sempre alla ricerca di potenti moto e grosse di cilindrata. Il suo motore era utilizzato dalla Triton, per realizzare le sue splendide “Special”, moto tra le più desiderate dagli appassionati dell’epoca (ancora oggi ricercatissime). Avevano la ciclistica Norton, il nome era l’unione dei nomi Tri.umph e Nor.ton. Dopo qualche cenno storico,  passiamo alla moto in prova: la T120 Black tutta nera, sempre gentilmente concessa dalla Triumph Brianza di Albiate. Mentre scaldo il motore, approfitto per osservarla, la sua linea classica è intramontabile, simile alla T120 del 1959. Mentre il nuovo motore è un 1200cc (97,6 x 80mm) raffreddato ad acqua 8 valvole, con manovellismo a 270°, 80cv di potenza a 6.550g7m e una coppia massima di ben 105 Nm a 3.1100g/m. Frizione assistita in bagno d’olio e cambio a 6 rapporti. Il telaio è un doppia culla in acciaio, mentre il forcellone è un doppio braccio in acciaio tubo tondo. La forcella è una KYB d 41mm e 120 di corsa, al posteriore abbiamo due ammortizzatori KYB regolabili e 120 di escursione. I freni: all’anteriore un doppio disco da 310 con pinze flottanti Nissin a 2 pistoncini e ABS, per il posteriore abbiamo un disco da 255 con pinza flottante a 2 postonici con ABS. Ruote a raggi e cerchi neri, non ci sono cromature, anche lo scarico a bottiglia è nero opaco, il catalizzatore è ben nascosto, come il radiatore dell’acqua poco visibile dietro la forcella. La strumentazione con tachimetro e contagiri analogico dal disegno classico, nasconde tanta tecnologia, ci sono tutte le informazioni varie, consumi medi e istantanei, le marce inserite, il livello carburante, le due mappe, il livello delle manopole riscaldate, insomma tanta tecnologia in una forma classica. La moto è sicuramente elegante, in questo le moto inglesi hanno sempre fatto scuola, non saranno state le più affidabili, ma di certo erano tra le più belle da vedere e guidare. La T120 ha un gran bel suono di scarico, dato anche dal suo manovellismo. Dopo un po’ sono curioso si sapere come vada per davvero questa Triumph, salgo in sella e parto. La sua posizione di guida, la rende subito “facile”, ma è la coppia del suo Twin che mi spiazza, il motore spinge fin dai bassi, non dai bassissimi dove è un po irregolare (come tutti i twin di grossa cubatura). Mi dirigo verso la superstrada, dove la T120 viaggia spedita, basta una minima sollecitazione del gas per avere una possente spinta in avanti, dai 3.000 il motore spinge alla grande. Esco dalla superstrada, per dirigermi sul mio campo preferito, le curve dell’alta Brianza, libere dal traffico. Qui la Bonneville trova il suo terreno, fatto di curve da affrontare con una guida morbida, e complice la sua coppia uscirne con forza, non sarà un fulmine nell’inserimento in curva (non è nata per questo), ma sa regalare altre sensazioni. La posizione di guida con il manubrio largo il giusto e le pedane non troppo avanzate, premettono un bel controllo del mezzo, la sella bassa, ma ben imbottita permette di toccare a terra molto facilmente, ricorda le moto di un tempo. Guido sereno tra le curve, la moto permette di guidare in relax, certo che all’occorrenza si può sfruttare la coppia per sorpassi fulminei. Salgo e scendo tra le curve,in quelle a U preferisco usare la marcia superiore, l’acceleratore con le marce basse, vista la coppia,  può essere un po brusco e irregolare come ho già detto. La T120 è la moto ideale per un numero imprecisato di utenti, da chi cerca una moto dal grande fascino o “Look” dir si voglia, oppure dal motociclista stanco di potenze, ingombri da portaerei, per poi andare solo al bar, per l’aperitivo. La Bonneville non è una moto per nostalgici, lei di antico non ha nulla, è sola una moderna moto dal design classico che non lascia indifferenti. Come succede a tanti ciclisti che dopo tanto carbonio e linee da galleria del vento, vedono una bici con tubi tondi in acciaio e congiunzioni cromate, si fermano ad ammirare la sua semplicità. Cosa ho trovato di speciale in questa moto moderna, dal glorioso passato? Ho trovato un prodotto costruito con grande cura, con rifiniture a cui la triumph ci sta abituando, nulla di avveniristico, ma tutto molto pratico. La Bonneville si guida molto bene senza impegno, con lei possono fare fine settima in coppia, alla ricerca di strade secondarie, dove ritrovare il proprio “spazio”, una Triumph che sa regalare emozioni. Un plauso ai tecnici della casa di  Hinckley per il loro lavoro di aggiornamento e sviluppo del prodotto. Questa T120 non è un tuffo nel passato, ma un mezzo modernissimo dal “look” classico,  quindi intramontabile.

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