Forse sarebbe stato più giusto scrivere “sulle strade e sotto i cieli d’Irlanda, lungo la Wild Atlantic Way” www.ireland.com , perché, non si può fare un viaggio nell’isola di smeraldo, senza prendere in seria considerazione il meteo. Un meteo che può regalare spettacolari ed emozionanti scenari, come pure nuvole basse e nebbia, che impediscano di vederli. Per questo motivo, consiglio nel programmare un viaggio in moto in questa meravigliosa Isola, due percorsi giornalieri che possano essere modificati in base al meteo. Inoltre lungo la Wild Atlantic Way, le nuvole e le perturbazioni, passano molto velocemente, e l’accortezza sta nel avere sempre a portata di mano dei capi impermeabili, di ottima qualità. In alternativa si possono acquistare giacche e pantaloni con membrane laminate impermeabile e traspiranti, Capi altamente tecnici che permettono di affrontare più tranquilli qualsiasi clima, senza doversi continuamente vestire e svestire.
Preparazione del viaggio.
Per contenere le spese, sarebbe meglio organizzare il viaggio almeno 6/7 mesi prima della data prevista per la partenza. Questo permetterà di avere una maggiore scelta e prezzi più vantaggiosi, per traghetti e B&B (o Alberghi). Ho viaggiato con la compagnia Bretone www.brittanyferries.com partendo da Roscoff e arrivando a Cork in Irlanda. Il viaggio dal lago di Como alla Bretagna è stato abbastanza “bagnato”, caratterizzato da forti scrosci attraversando Svizzera e Francia, solo la Bretagna (mia moglie è Bretone) mi ha accolto con un sole spettacolare. Dopo una notte ospite dei parenti di mia moglie, nel pomeriggio mi dirigo verso Roscoff, piccolo porto della Bretagna, (ma importante per gli scambi delle merci con il Regno Unito), dove a bordo della nave Armorique, alle 19.00 salpiamo alla volta di Cork in Irlanda. Alle 9.30 del mattino (10.30 in Italia) arriviamo a Ringaskiddy dopo aver attraversato la baia e visto il piccolo ma coloratissimo paesino di An Cobh.
Primo giorno: da Cork a Baltimore (Contea Di Cork)
Scendo dalla nave dopo un’ottima traversata, e mi dirigo (ricordandomi che dovrò tenere la sinistra) verso Kinsale e Charles Fort una fortezza del XVII secolo dal quale si può ammirare uno splendido panorama. Seguendo la R612 incontro tanti piccoli paesi di pescatori tra i quali Crosshaven. Dopo Charles Fort, proseguo per il faro di Old Head, Seven Heads, Clonakilty cittadina natale dell’eroe nazionale Michael Collins, merita una visita al museo a lui dedicato. Continuo verso il faro di Galley Head, Skibbereen e Baltimore uno splendido porticciolo ricco di vita e Pub dove al Bushe Bar bevo la mia prima Guinness in terra d’Irlanda. Baltimore è conosciuta per il suo faro colorato di bianco Lot’s wife, di fronte a Sherkin Island, da dove si possono vedere splendidi tramonti. La giornata è stata lunga e ricca di panorami, esaltati da uno splendido sole. Pernotto al Rathmore House B&B, di proprietà di una gentilissima Marguerite O’Driscoll. Straordinaria la camera con vista sulla baia e l’Irish Breakfast. www.baltimorebb.com
Secondo giorno: da Baltimore a Waterville (Contea di Kerry)
Dopo una colazione (per noi quasi un pranzo) carico i bagagli sulla moto e parto verso il Faro di Mizen Head, passando da Schull (piccolo ma grazioso paesino). Arrivato alla stazione di segnalazione di Mizen Head, costruita su un’isola collegata da un ponte alto 45 mt , dove si infrangono onde impetuose. Il faro di Mizen Head è considerato a livello ingegneristico uno dei migliori fari del mondo, oltre che per la sua spettacolare posizione permette di visitare le penisole di Mine Head e la Shepp’s Head, seguendo la R592 e R591, passando da Durrus (famosa per i suoi formaggi) e Banty. Mi dirigo poi verso la penisola di Beara, per fare il Healy Pass. Ma la pioggia e le nuvole basse, mi hanno costretto a fare marcia indietro e proseguire lungo la costa fino a Kenmare, che nonostante la pioggia regala angoli di rara bellezza. Dopo alcuni acquisti e un caffè a Kenmara entro nella Contea di Kerry, e proseguo sulla N70 fino Waterville famosa località balneare lungo il Ring of Kerry. La costa frastagliata e la pioggia che si alterna a spiragli di sole, mi fanno scoprire la vera Irlanda. Pernotto a Waterville cittadina dove passava le vacanze il grande Charlie Chaplin, mentre io sarò nel B&B www.klondyke-house.com di fronte all’oceano, un’altra posizione veramente fantastica.
Terzo giorno: da Waterville a Carrig Island (Contea di Kerry)
La mattina si presenta fresca e con qualche nuvola, la notte il vento ha spazzato via le nuvole del giorno precedente. Parto fiducioso sul programma che avevo preparato, infatti riuscirò questa volta a completare tutto l’itinerario. Partendo da Waterville, sono passato per Valentine Island (attraversando il ponte che la collega alla terraferma), proseguo lungo la costa fino a Castlemaine, per poi dirigermi verso la baia di Dingle (sulla N86) nella omonima penisola. Dopo Dingle, prendo la R560 direzione Connor Pass, il passo più alto dell’Irlanda (456 m.). Una volta arrivato sul passo, posso godere di uno splendido panorama su tutta la baia. La discesa verso Castlegregory, ha dei punti molto stretti, le auto possono passare una per volta, e anche con le moto bisogna fare molta attenzione. Dopo la baia di Castlegregory continuo verso Tralee e Fenit con il suo splendido faro. Seguo tutta la costa fino a Carrig Island (un’isola collegata da un ponte), dove alloggerò nel B&B molto “Irish” immerso nel verde www.castleviewhouse.ie vicino al castello di Carrigafoyle.
Quarto giorno: da Carrig Island a Renvyle/Curragh (Contea di Galway)
Mi aspetta una giornata molto impegnativa con oltre 400 km da percorrere. La mattina entro le 9.30 devo essere a Tabert, per prendere il Ferry che attraversa lo Shannon, e mi porterà da Tabert a Killimer. Sul Ferry faccio conoscenza con due motociclisti, uno Irlandese e l’altro Italiano che però vive in Irlanda da 15 anni (ha sposato un Irlandese). Mi sconsigliano di seguire la costa da Loop Head, visto il cielo coperto di nuvole. Un consiglio o una raccomandazione che si rivelerà esatta, visto che da Loop Head a Cliff of Moher (passando da Kilkee Cliff), sarò accompagnato per tutta la costa (seguendo la R487 e la N67) da nuvole basse e nebbia che mi impediranno di vedere le famose scogliere. Solo a Doolon Pier Point, piccolo porto da dove partono i traghetti per le Isole Aran, mi sarà possibile vedere un pò di scogliere. Proseguo lungo la costa fino a Galway. Avrei voluto visitare questa cittadina universitaria, ma il caotico traffico della sua tangenziale mi scoraggia sul farlo. Seguo la R336 verso Ballynahown, e la 340 verso Cleggan Beach splendide spiagge del Connemara, che fanno da contorno a selvaggi paesaggi montani. Vorrei attraversare il Connemara National Park seguendo la N59, ma la pioggia insistente e le nuvole basse mi fanno ancora desistere. In’oltre mio B&B “The Old Castle House” termina il check-in alle 18:00 e non posso permettermi di arrivare in ritardo. Infatti alle 17:45 sotto una leggera pioggia, arrivo a Curragh (Renvyle) in questo splendido B&B di fronte all’Oceano, vicino ai resti di un antico castello. Siamo nella Contea di Sligo, una contea carica di un misticismo molto presente nel folclore di questa zona. Un folclore animato da Fate, Folletti, antiche divinità e miti Celtici, descritti in molte opere del grande poeta, scrittore, drammaturgo Irlandese e Premio Nobel William Bluter Yeats.
Quinto giorno: da Renvyle a Easkey (Contea di Sligo)
La pioggia del giorno precedente per il momento non ha intenzione di lasciarmi, ma le previsioni meteo, per la tarda mattina e i giorni successivi, sono molto incoraggianti. Dopo una straordinaria Irish Breakfast, parto verso l’Abbazia di Kylemore. La visita di questo splendido edificio (e del suo giardino vittoriano), che sorge sulle sponde dell’ononimo lago, meritano una sosta. Finalmente le nuvole spariscono, lasciandomi “assaporare” scenari fantastici sul mio percorso, che mi vedrà attraversare anche la Contea di Mayo. Lungo un percorso che sarà un continuo alternarsi di angoli e panorami da perdere il fiato, . Louisburgh, Westport, Dooagh, Bangor (e il Ballycroy National Park), Killala e la sua Baia, Ballina (rinomata per il salmone), Kilglass fino a Easkey cittadina sull’oceano nota a tutti i Surfisti, dove ho prenotato al B&B Ocean Sound. www.easkeyoceansound.com
Sesto giorno: da Easkey (Contea di Sligo) a Speenogue (Contea di Donegal)
Anche questa sarà una giornata molto impegnativa con oltre 400 km. da percorrere su una delle Contee più suggestive e selvagge di tutta l’Irlanda. Zone desolate battute da impetuosi venti Oceanici, si alternano a zone montagnose ricche di parchi nazionali. Il meteo favorevole mi accompagnerà alla scoperta di quella che a mio parere, è una delle più suggestive contee che ho attraversato. Splendida per i suoi panorami fatti da zone brulle con alte montagne, e la costa sferzata da venti che agitano il mare, lo rendendo un paesaggio unico e maestoso. Anche in questo caso (grazie al meteo favorevole), ho potuto vistare Sligo (e le Glencar Waterfalls), Donegal, Dunkineely e seguendo la R263 Maling Beg, per poi continuare verso il suggestivo Glengesh Pass seguendo la R230 (attenzione alle condizione della strada), un percorso da non perdere assolutamente. Sceso dal passo mi sono diretto verso Ardara e dopo verso il Glenveagh National Park seguendo la R251 che passa vicino al Lago Dunlewy e sotto il Monte Errigal (752 m) (si possono seguire anche la R254 e la R250). Un percorso ricco di straordinari contrasti di colore da lasciarmi senza parole. Ormai sono in sella da tante ore, mi aspetta forse una delle più suggestive penisola d’Irlanda, la Penisola di Fanad. In questa che è la seconda punta più estrema dell’Irlanda si trova lo splendido faro di Fanad www.fanadlighthouse.com. Veramente fantastiche le strada panoramiche (R245 e R246) per arrivare alla punta dove è situato il faro più a nord dell’Irlanda. Dopo questa lunga giornata carica di luoghi indimenticabili, dopo qualche ora arrivo a Speenoge dove pernotterò al An Grianan Hotel www.angriananhotel.com uno splendido Hotel con Pub dove potrò bere una (in realtà due) Guinness, per festeggiare questo fantastico viaggio lungo la Wild Atlantic Way. l’Hotel prende il nome dal forte di Grianan of Alleach www.heritageireland.ie . Un forte che ha una forma circolare come un’anfiteatro. è costruito in pietra ed è alto circa 4 m. potrebbe essere stato costruito 2.000 anni fa, ma molti ricercatori pensano che la struttura sorga su una base di un tempio preceltico molto più antico. Con la questa giornata, termino il mio percorso sulla Wild Atlantic Way. In realtà terminerebbe nel punto più estremo dell’Irlanda, a Malin Head distante ancora andata e ritorno circa 120 km. troppi per una giornata cosi lunga.
Sesto giorno: da Speenogue a Kilmeany (Contea di Limerick)
La mattina il meteo per arrivare a Malin Head non promette nulla di buono, rinuncio perché rischierei di arrivare su questo promontorio e non vedere neanche la scogliera. Valuto di arrivare a Ballymoney (in Irlanda del Nord) per visitare il Joey Dunlop Memorial Garden, e salutare questo straordinario pilota dove riposa con suo fratello Robert. La mia visita vorrebbe dire qualche ora, troppo poco tempo da dedicare a uno dei miei piloti preferiti. Sarà per il prossimo anno, quando al Memoriale e al Pub di Joey Dunlop dedicherò una intera giornata. Parto dall’hotel diretto a Limerick attraversando il centro dell’Irlanda immerso in un verde dalle mille sfumature. In serata arrivo a Kilmeany nel Lyntom House B&B www.lyntom.tripcombined.com
Settimo giorno: da Kilmeany a Ringaskiddy (Il Porto di Cork)
Nel mio ultimo giorno in Irlanda, ne approfitto per visitare Cork e fare gli ultimi acquisti. Solo 140 km mi separano da Kilmeany a Ringaskiddy, l’unico problema è che la nave parte alle 16:00 e devo essere in porto almeno 90′ prima della partenza. Riuscirò ad essere puntuale senza nessun problema, alle 16:00 la nave parte verso il porto della Bretagna di Roscoff. Dove arriveremo dopo una tranquilla traversata di 16 ore, un giorno a Lannion con visita al Parco delle sculture di Ploumanac’h. Il giorno seguente decido di seguire le strade nazionali Francesi, passando per Le Mans, Orleans fino ad Avallon in Borgogna, dove ho prenotato in un piccolo ma tranquillo Pub Hotel www.hotelpubvauban.fr, di questo grazioso paesino. Il giorno seguente mi aspetta il vero rientro seguendo l’autostrada A6, passando da Dijon, Besançon, Basilea e i 25 km di coda prima del Gottardo, e poi finalmente a casa.
Considerazioni e appunti di viaggio.
Una prima considerazione oltre ai capi d’abbigliamento molto tecnico già trattati, sono le strade che in Irlanda sono di buona qualità, le M (Autostrade alcune a pagamento), velocità massima 120 kmh, le N (nazionali) molto scorrevoli con velocità massima 100 kmh, le R (secondarie) con l’asfalto in buone o discrete condizioni. Un capitolo a parte meritano le L, che sono spesso strade di campagna con l’asfalto non sempre in buone condizioni, spesso però sono quelle che permettono di raggiungere i luoghi più remoti e spettacolari. Le strade L si devono percorrere con attenzione specialmente se si è alla guida di una grossa Gt stradale. Un’altro consiglio è quello di acquistare una carta geografica recente e molto dettagliata, visto che in molte zone del Donegal i cartelli stradali sono scritti in Gaelico, una lingua non proprio semplice. Mentre per il discorso cibo, la ricca colazione del mattino mette al riparo da improvvise crisi di fame, ma se qualcuno volesse fare lo spuntino delle 13:00, anche nei luoghi più sperduti le stazioni di servizio ( la benzina costa in media 1,54) preparano e servono piatti caldi, di carne, pesce o formaggi. Per la sera bisogna ricordarsi che nei piccoli centri alle 18:00 si cena, anche se nei Pub propongono sempre vari tipi di sandwich. Una volta presi questi piccoli accorgimenti, si è pronti per un viaggio che non lascerà nessuno insoddisfatto. Buon Viaggio a tutti nell’isola dai mille colori.
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Un ringraziamento alla mia Kawasaki GTR 1400 super affidabile compagna di tanti viaggi. Con i suo 15 anni e nessun tipo di congegno elettronico (salvo l’ABS) mi ha scaldato e protetto nei lunghi trasferimenti, quando l’acqua arrivava a secchiate. Una moto veramente fantastica, capita solo da chi con lei ha fatto tantissimi km.
Testo e foto di Rino Salvatore Satta




















































































































