Sardegna, fuori dai luoghi comuni.

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img_6777Quando si pensaimg_6632 alla Sardegna, vengono subito in mente, spiagge dai colori fantastici. La Sardegna è molto di più che un luogo dove trascorrere le vacanze. La leggenda dice, che Dio, dopo aver creato il mondo, avesse ancora in mano alcune delle meraviglie che aveva sparso per il pianeta. Le lasciò cadere in un spazio libero nel mare e ci mise sopra il piede con i sandali. Forse per questo la Sardegna ha la forma di una suola. img_6996
Lasciamo le leggende e scopriamo in un viaggio, fuori dalle mete più gettonate, una Sardegna dai colori e profumi avvolgenti, tracce di civiltà millenarie e ancora sconosciute. Circa 80% del territorio della Sardegna formato da Montagne e colline, quindi non solo mare.
Sbarcati a Olbia, si parte in direzione Porto S. Paolo, piccolo porticciolo da dove si può prendere un battello, per visitare l’isola di Tavolara. Si prosegue verso Coda Cavallo, con le sue spiagge, la più famosa Cala Brandinchi, proseguendo poi per San Teodoro località conosciuta e molto frequentata nei periodi estivi. Le suo spiagge sono: l’isuledda, la Cinta, Cala D’Ambra ecc.img_7008
Decidiamo di non proseguire sulla costa, all’altezza del bivio della Cinta, prendiamo la strada per Lu Liono e Padru. In questa strada secondaria iniziamo a vedere la vera Sardegna, fatta di campagne con querce, pecore e mucche. I panorami sono molto belli, iniziamo ad addentrarci nella zona di Monte Acuto, dopo Padru proseguendo su questo altipiano, ricco di querce da sughero, lecci, rovelle. img_4358Ci immettiamo sulla 389, fino ad Alà dei Sardi, proseguiamo verso Buddusò, centro famoso per il suo granito. Breve sosta per ammirare il centro e continuamo tra belle curve e paesaggi, verso Pattada, paese posto a circa 800 m. di altezza. Famoso per i sui coltelli “Pattadese”, costruiti da abili artigiani. Merita una visita la sua pineta e il monte Lerno. Procediamo verso Ozieri, elevata a capitale della regione del Monte Acuto, da Carlo Alberto nel 1836. Ozieri è anche conosciuta per l’insediamenti pre Nuragici, 2500 a. C. detta cultura di S. Michele, dalle omonime grotte. Bello il suo centro storico e la chiesa di S. Francesco, la sua fontana Grixoni e la Cattedrale. Per i più golosi, da non perdere i “sospiri” e “sa coppuletta” dolci di mandorle con leggera glassa, da non dimenticare il pane morbido, la spianata di Ozieri. img_6612Lasciamo Ozieri e proseguiamo verso Nughedu S. Nicolò, piccolo paese dove nella sua chiesa è custodito un’affresco del pittore Aligi Sassu. Proseguiamo  verso Bultei e la Foresta de “Sa Fraigada”. Le curve e i panorami ci fanno capire, come possano bastare pochi chilometri dalle località più famose, per immergersi in una natura veramente incontaminata e millenaria. Arrivati a Fiorentini, prendiamo la strada di cemento, che dopo scorci unici su tutta la zona ci porta a Sa Fraigada, foresta ricca di sorgenti. img_6614Arriviamo alla fonte Su Labiolaju, proseguiamo verso la zona de Su Tassu, immergendoci in una natura ricca di pinete e lecci, in località Sa Pruna si trova una tomba dei giganti e un nuraghe. Sarebbe meglio aver una moto da fuoristrada, i percorsi sono meravigliosi si estendono per decine di chilometri ad un altezza 1000 m. Continuiamo verso Bultei, non prima di aver ammirato la catena del Goceano e in basso la valle del Tirso. Attraversiamo i paesi di Bultei, Anela e ci dirigiamo verso la 131dir per arrivare a Nuoro. Città dove pernottiamo. Il giorno successivo visitiamo questa bella città, che ha dato i natali al premio Nobel della letteratura Grazia Deledda. Merita una visita la sua casa natale, il museo delle Tradizioni popolari sarde, il museo archeologico. Da non perdere la visita al Monte Ortobene, che non è solo un Monte, ma “è l’anima il nostro cuore, il nostro carattere, tutto ciò che vi è di grande e di piccolo, di dolce e aspro e duro e doloroso in noi” Così scrisse la grande poetessa G. Deledda del monte Ortobene.
img_7003Il giorno seguente, decidiamo di esplorare la Barbagia. Prendiamo la 131dir, per uscire dopo pochi chilometri per Oniferi, proseguendo per Orani, Sarule, Ollolai e Gavoi. Dove troviamo il lago di Gussana, breve sosta per continuare verso Ovodda e Tonara, famosa per il suo torrone. La strada offre panorami di incredibile fascino, viaggiamo sempre immersi in boschi di rara bellezza. Strade ricche di curve, ma ottime come asfalto. Siamo diretti a Orgosolo e i sui famosi murales. Attraversiamo Desulo e Fonni, famosa per i suoi biscotti, dopo Mammoida arriviamo a Orgosolo. img_6978img_6984

Simbolo della protesta dei Barbaricini, Orgosolo da paese di “Grazianeddu” ha saputo continuare la sua protesta contro uno stato lontano e colonizzatore. Da questo sentimento o risentimento sono nati i suoi murales, che rappresentano il sentimento di un popolo che non si arrende. img_6982Da Orgosolo si può ammirare tutta il Supramonte, continuiamo verso Oliena, visita al suo centro e poi puntiamo verso Irgoli, dove abbiamo prenotato all’agriturismo Piperedda, dove una cena a base della semplice ma gustosa cucina sarda (mallureddos al sugo, porcetto, dolcetti e Filu Ferru)ci regala una serata favolosa, dopo tanti chilometri. Ricca colazione e partenza, siamo diretti a Dorgali e Cala Gonone. Abbiamo prenotato in agriturismo a Cala Fuili. img_4273Dall’agritimg_4360urismo si gode di una vista da togliere il fiato, si arriva a vedere Cala Luna. Soggiorniamo due notti, la piccola spiaggia di ciottoli di Cala Fuili merita da sola il viaggio. Da Cala Gonone si possono prendere i battelli, per scoprire la costa a picco sul mare, con la sua Cala Marilou, Cala Luna, grotte del Bue Marino. img_4390Dopo due giorni di questa meraviglia, ripartiamo, ci fermiamo al Passo Genna Silana (1050m), da questo punto partono i trekking per le Gole di Gorropu. Proseguiamo per una delle più belle strade della Sardegna, attraversiamo Baunei e Pedra Longa (pietra lunga). img_0014Ci fermiamo per pranzo a Santa Maria Nararrese, sotto i suoi ulivi secolari. Visitiamo Arbatax e le sue rocce rosse, il golfo di Orrì e proseguiamo verso Barisardo, Tertenia fino a Muravera. img_0775Abbiamo prenotato in un agriturismo dove saremmo coccolati per due giorni. Le spiagge attorno sono incantevoli, ma noi andiamo da un caro amico a Ferraxi, due giorni di sole e nuoto, un sogno.
img_6752Ripartiamo diretti a Cagliari, passando da Costa Rei e Castiadas, evitando di passare da Villasmius. Nel nostro progetto, non volevamo includere le località più famose, non ci interessano.
Arrivati a Cagliari, mettiamo i bagagli nel B&B visita al centro storico. Cena in uno dei tanti ristoranti dietro via Roma. Il giorno seguente visita alla cittadella dei musei da non perdere, qui è raccolta buona parte della storia della Sardegna.
img_6666Dopo due giorni, ripartiamo per S. Antioco. Seguiamo la costa, Capoterra, Pula (Nora), rovine di Bithya, Chia e Teulada. Molte delle spiagge fino a poco tempo fa non si potevano visitare, ora sono state aperte. Continuamo verso Capo Spartivento e Porto Pino, con la sua meravigliosa spiaggia bianca.
Arriviamo a S. Antioco e Calasetta. Rimaniamo tre giorni in campeggio alla Tonnara. Mare, spiagge bellissime, Cala Sapone, Cala Longa, torre Cannai, Coacuaddu, Capo Sperone, sono solo alcune delle bellissime spiagge. Senza dimenticare il suo museo, l’isola prima dei Romani, era stata abitata dai fenici. img_4500Ci imbarchiamo a Calasetta per Carloforte, dove staremo per due giorni. l’isola è un concentrato di bellezze, le sue spiagge stupende nella parte orientale, dove si trova la tonnara e la Punta, più a sud le spiagge: la Bobba, Girin e Punta Nera. img_6914La parte occidentale si presenta a strapiombo sul mare, P. le Colonne, Cala Mezzaluna e Capo Sandalo con il suo faro e la colonia unica in Italia, del Falco della Regina. Questo falco nidifica nelle falesie e quando i piccoli possono volare, verso ottobre migra verso il Madagascar. Carloforte è l’unico centro dell’isola, nella parte alta ha una fortificazione, mentre il suo lungomare è ricco di locali dove trascorrere la serata. Le vie hanno nomi in ligure, come il dialetto tabarchino, originario di alcuni coloni Liguri, in fuga dalla Tunisia e arrivati nell’isola durante una tempesta. Saremmo rimasti più giorni, ma siamo in partenza, dopo un ora di traghetto da Carloforte a Calasetta (bel paesino, con il suo centro, le sue spiagge e la sua torre), ci dirigiamo verso Carbonia. Città costruita nel ventennio, per sfruttare i giacimenti carboniferi, dopo l’embargo nei confronti dell’Italia. img_0049 img_0051 img_6843img_4335

La città ha il suo centro nella piazza Roma, con la sua architettura simile a tutte le costruzione dell’epoca, squadrata e possente. Noi visitiamo il museo del carbone, dove è ben ricostruita la dura vita dei minatori. Si visita una piccola parte della miniera, ma basta per far capire la pericolosità di questo duro lavoro. img_0050Visitiamo il museo geologico, sempre dentro il parco minerario. Breve sosta per il pranzo, e visita al Monte Siria e la sua area archeologica. Dalla sua fortezza Fenicio-Punica, si può ammirare la costa, la zona archeologica presenta l’Acropoli e la zona Funeraria, con tombe scavate nel tufo. Proseguiamo verso l’occidentale 126, dove dopo Gonnesa prendiamo la strada per Buggerru. I paesaggi lungo la costa sono incantevoli, Funtanamare, Masua e Nebida, da dove si può ammirare il Faraglione di calcare bianco, chiamata Pan di Zucchero. Proseguiamo sulla bella strada ricca di panorami e curve, fino a Cala Domestica, bellissima insenatura con la sua famosa spiaggia. Attraversiamo Buggerru, piccolo centro di pescatori, e la sua lunga spiaggia Portixeddu e Capo Pecora. Siamo diretti a Fluminimaggiore dove abbiamo prenotato in uno dei tanti e ottimi Agriturismo. f5a68a4f-6ab2-4f7b-b72a-b05911a1a758La mattina partiamo per visitare il Tempio di Àntas, di età Augustea, costruito su una struttura Punica. Dopo proseguiamo verso le spiagge di Scivu e Piscinas, con le sue dune di sabbia alte 50m è uno scorcio incontaminato di questa terra. La strada bianca per raggiungerla è ripagato da una vista unica. Da visitare i villaggi minerari, di Irgurtosu e Montevecchia, molto belli malgrado siano disabitati, conservano il loro stile Liberty di fine 800, il parco minerario è tutelato dall’Unesco. Giornata intensa e rientriamo a Fluminimaggiore nell’Agriturismo. img_6648La mattina partiamo dopo una ricca colazione, verso il Campidano. Dopo Arbus e Guspini continuiamo verso Terralba, non passiamo a torre dei Corsari e la piana di Santadi, perché visitata alcuni anni fa. Visitiamo Arborea e i suoi stagni bonificati durante in ventennio. Passiamo a Oristano, capoluogo di provincia che meriterebbe un giorno, ma noi l’abbiamo già visitata anni fa. Meritano una visita il Duomo e le piazze del centro, molto belle. Proseguiamo verso Cabras e la città archeologica di Tharros, fondata dai Fenici. I suoi mercanti scambiavano merci, in tutto il mediterraneo, dall’Egitto alla Spagna ai mercanti Celtici. Dopo il dominio Romano i mercati con la sola Roma fece decadere la città. Nei secolo successivi le incursioni Saracene, determinarono il suo abbandono, verso luoghi più sicuri, come la più vicina Oristano.
img_0064Proseguiamo verso Riola Sardo sulla 292, per visitare le spiagge di Is Arenas, S. Caterina di e e s’Archittu, con il suo carateristico arco di calcare, scavato dall’azione del mare. Dopo proseguiamo verso Cuglieri, da visitare la chiesa di S. Maria della Neve. Arriviamo a Bosa, una bella cittadina costruita lungo il fiume Temo, dove pernottiamo. img_6851Dedichiamo alla piccola cittadina una mattinata, la visita del suo centro storico e del castello Malaspina. Mentre il pomeriggio andiamo al mare a Bosa Marina, per un bagno di sole e una nuotata. La serata comprende una cena a base di pesce, in uno dei tantissimi ristoranti a prezzi “umani”. La mattina del nostro ultimo giorno, prevede la statale occidentale Sarda, lungo i 45 chilometri, che da Bosa arrivano ad Alghero. Una strada che consiglio a tutti, motociclisti e non, gli scenari non possono essere descritti, tanto sono intensi per bellezza, rimangono nel cuore. Arriviamo dopo tante soste ad Alghero, città da sempre conosciuta come una delle prime perle del turismo in Sardegna, quando la costa smeralda, non era ancora stata scoperta. Il centro con la sua torre e la fortificazione, merita una giornata di visita. Per non parlare delle sua spiagge. img_6832Proseguiamo verso Capo Caccia e la sua grotta di Nettuno con i suoi tanti scalini, una meraviglia da non perdere. Ormai è tardi la nave da Porto Torres ci aspetta. In questo viaggio, avevamo deciso di non visitare le località più conosciute o “Cool”. Perché la Sardegna regala in ogni suo angolo, un piccolo paradiso.

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