“Siamo il regno ininterrotto del lentisco, delle onde che ruscellano i graniti antichi, della rosa canina, del vento, dell’immensità del mare. Siamo una terra antica di lunghi silenzi, di orizzonti ampi e puri, di piante fosche, di montagne bruciate del sole e dalla vendetta. Noi siamo sardi.” Con queste splendide frasi il premio Nobel Grazia Deledda, definiva i sardi.
Sono sufficienti anche solo 5 giorni, per scoprire una Sardegna che per quanto possa pensare di conoscere, non finisce mai di sorprendermi. Basta fare una deviazione sulle statali, per entrare (o immergersi) su percorsi poco battuti dal “chiassoso” turismo vacanziero, ancora preservati da un popolo orgogliosamente fiero della sua terra. Il percorso che ho “tracciato” per far conoscere la mia Isola, ai nostri amici Francesi Jean-Jaques e Francine Prunier (a bordo della loro BMW R 1200 RT), si è sviluppato lungo la costa Ovest (da Porto Torres fino all’isola di Sant’Antioco), la costa sud Ovest (da Porto Pino a Nora), il centro della Sardegna attraversando la Barbagia e l’Ogliastra, fino ad Arbatax e Cala Gonone, per poi attraversare la Barbagia e il Logudoro fino a Porto Torres.
Primo giorno da Porto Torres a Cuglieri.
Una volta scesi dalle nave a Porto Torres, ci siamo diretti verso l’ex borgo minerario di Argentiera. Un villaggio disabitato che un tempo è stato un ricco centro estrattivo di zinco e piombo argentifero, giacimenti conosciuti da fenici e romani. Per raggiungere questo sito di Archeologia Industriale, si costeggiano calette con un mare dai mille colori. Proseguiamo verso Alghero (volendo si può fare una deviazione verso Capo Caccia), che con la sua cittadella fortificata e il suo centro lastricato, meriterebbe molto di più di qualche ora di visita. Alghero dopo Cagliari e Sassari è la terza città universitaria della Sardegna. Gli Aragonesi nel 1300 si impossessarono della zona e vi si insediarono coloni Catalani, ancora oggi il dialetto parlato (o lingua) è il Catalano, anche per questa particolarità viene chiamata la piccola Barcellona. Alghero è anche nota per il Corallo, lavorato assieme all’oro da artigiani che creano splendidi oggetti. Dopo Alghero ci dirigiamo verso Bosa, lungo la SP105, una strada costiera di oltre 40 km, che regala splendidi panorami e belle curve per i motociclisti più esigenti. Le aree di sosta per ammirare il mare sono tantissime e vale la pena fermarsi per godere di splendide insenature. Arrivati a Bosa, questo incantevole borgo attrae il visitatore per le sue case colorate, per l’antico Castello dei Malaspina (risalente al XII secolo), per il fiume Temo (unico fiume navigabile in Sardegna) che la attraversa con il suo Lungotemo dove si trovano le antiche concerie. Bosa era famosa per la qualità delle sue pelli lavorate, ora si può visitare il Museo delle Conce, dedicato a questa antica attività. Ma questa cittadina è famosa per le sue splendide spiagge di Bosa Marina, antico borgo di pescatori (dove da bambino ho passato molte estati). Da Bosa marina seguiamo la SS292 lungo i rilievi del Montiferru verso Cuglieri, antico insediamento abitato già nel Neolitico perché ricco di sorgenti e cacciagione. Arrivando a Cuglieri si nota subito la splendida Basilica di Santa Maria della Neve. Proseguiamo sempre sulla SS292 dove in località Tega, ci fermiamo presso l’Agriturismo S’Ispiga, un’Agriturismo dove siamo stati accolti dalla signora Maria Ausilia e da suo marito Antonangelo come persone della loro famiglia (hanno anche tre figli che lavorano con loro). La cena Sarda (gnocchetti fatti in casa e maieletto) oltre a una colazione fantastica, tutto realmente a km. 0. Da non perdere visto la posizione di fronte al mare. www.agriturismosispiga.it
Secondo giorno da Cuglieri a Sant’Antioco.
Seguendo la SS292 si incontrano le località di Santa Caterina di Pittinuri, la famosa S’Archittu, Is Arenas per poi arrivare alla penisola del Sinis, dove abbiamo visitato le spiagge di Mari Ermi e la straordinaria Is Arutas con la sua sabbia di quarzo. Proseguiamo sulla SS126 direzione Guspini per poi arrivare seguendo la SP4 ricca di curve al paesino minerario di Montevecchio. www.minieramontevecchio.it Continuiamo verso Arbus seguendo la SS126, superiamo il bivio di Irgurtosu e Piscinas e arriviamo al bivio per Scivu, dove dopo 16 km in mezzo al nulla, possiamo ammirare una delle più belle e selvagge spiagge della Sardegna. Dopo aver fatto il pieno di mare e sabbia, ci aspettano ancora luoghi incantevoli, tra i quali la spiaggia di Portixeddu, di Buggerru, Cala Domestica, Masua di straordinario scoglio di Pan di Zucchero, Porto Flavia, il Belvedere di Masua e superata Carbonia, arriviamo a Sant’Antioco dove alloggeremo al MuMa Hostel di fronte al mare. Un hotel o Hostel molto bello e confortevole con tantino spazio come e con un piccolo museo www.mumahostel.it Sant’Antioco (o San Antico in Tabarchino) è un’isola collegata da un ponte, in precedenza costruito dai Romani, su questa splendida Isola si trovano testimonianze storiche che vanno dal neolitico all’età del bronzo, oltre al periodo nuragico. Importanti siti archeologici chiamati Tofet del periodo fenici-punico testimoniano il singolare luogo di culto della dea Tanit. In pratica si trattava di un cimitero dove venivano conservate in urne di terracotta i resti cinerari di feti di bambini e di animali. Successivamente passò in mano ai Romani che le diedero il nome di Sulky. Sant’Antioco è un luogo incantevole dove passare alcuni giorni tra storia millenaria e spiagge favolose.
Terzo giorno da Sant’Antioco a Mandas.
Da Sant’Antioco si può visitare Calasetta, da dove si può prendere una nave che in poco più di 40′ vi porterà a Carloforte, capoluogo dell’Isola di San Pietro. Dopo Calasetta si può proseguire per Cala Longa e Cala Sapone, per poi fermasi a Capo Sperone, Peonia Rosa, Porto di Torre Canai, Coaquaddus e Maladroxia. Continuiamo sulla strada per Porto Pino, seguendo la SP71 che ci porterà a Marina di Teulada, Tuarredda, Capo Spargivento, Chia, Pula, Nora con le sue spiagge e la sua area Archeologica. Nora è un luogo da visitare anche se si è di fretta, le spiagge, la chiesa di San Efisio e la zona archelogica meritano una visita. www.nora.beniculturali.unipd.it Continuiamo il nostro itinerario direzione Mandas e dopo la spiaggia Maddalena prendiamo la SS128 che ci porterà a Mandas, dove pernotteremo presso lo splendido Agriturismo le Vigne Ducali con una tipica cena sarda con i fiocchi. Un luogo consigliatissimo www.levigneducali.it
Quarto giorno da Mandas a Cala Gonone (260 Km)
Partiti da Mandas, che lo scrittore inglese David Herbert Lawrence nel suo Sea and Sardinia (1921) descriveva “Quasi non credevo ai miei occhi, tanto tutto era simile all’Inghilterra, alle brulle regioni della Cornovaglia o alle alture del Derbyshire”, iniziamo a percorrere la SS128 e poi la SS198 una strada che permette di visitare tra i più importanti Nuraghi della sardegna, tra i quali dopo Orroli, il Nuraghe Arrubiu www.nuraghearrubiu.it Dopo aver attraversato il ponte del lago del basso Flumendosa, abbiamo continuato sulla SS198 e dopo Sadali abbiamo preso la SP8 che attraversa le montagne a strapiombo della Barbagia più selvaggia, ricche di fitti boschi, rocce calcaree e sorgenti d’acqua. Attraversiamo il piccolo paese di Gadoni posto a 700 metri d’altezza, paese al centro di questa zona ricca di passaggi spettacolari fatti da Gole, Canyon, cascate e Laghetti (tra i quali le Piscine Naturali di Is Caddaias). Continunado sulla SP8, arriviamo sulla SS295 che ci condurrà ad Aritzo centro di villeggiatura a 800 metri d’altezza, e punto di partenza per impegnativi Trekking tra paesaggi fiabeschi del massiccio del Gennargentu. Proseguiamo verso Belvì (altro splendido paesino) e dopo qualche km. lasciamo la statale per prendere la favolosa e spettacolare SP7 che ci porterà a Desulo dove possiamo ammirare la festa di Pasqua in costume (il costume delle donne di Desulo è tra i più belli della Sardegna), sempre sulla SP7 rimaniamo a bocca aperta dagli splendidi panorami che ci troviamo ad attraversare fino a Fonni. Questo è il paese più alto dell’intera Sardegna posto a 1000 metri sul livello del mare. La settimana precedente al nostro passaggio ha nevicato, infatti a Fonni si può sciare d’inverno sulle cime Spada e Broncu Spina (ben oltre i 1800 metri). Grazia Deledda (che era nata a Nuoro) la descrive in Cenere (1903) così “Un orizzonte favoloso circonda il villaggio: le alte montagne del Gennargentu, dalle vette luminose quasi profilate d’argento, dominano le grandi valli della Barbagia, che salgono, immense conchiglie grigie e verdi, fino alle creste dove Fonni, con le sue case di scheggia e i suoi viottoli di pietra, sfida i venti e i fulmini”. Lasciata Fonni (famosa anche per i suoi Pistoccheddus), seguendo la SP69, arriviamo sulla veloce SS389var che ci condurrà (dopo aver fatto il Passo Correboi e preso la SS198) ci condurrà Tortolì e Arbatax. Due conosciutissime località turistiche dell’Ogliastra, in particolare Arbatax è famosissima per le sue rocce Rosse, dal suo porto si possono fare escursioni per esplorare le splendide spiagge di Cala Goloritzè, Cala Mariolu, Cala dei Gabbiani oltre alla monumentate Pedra Longa. Proseguiamo sulla panoramica SS125, che ci condurrà fino al Passo Ghenna e Silana (a 1017 metri). Uno spettacolare passo dal quale si possono ammirare le Gole del Gorropu, e dove partono tantissimi sentieri per vistarle, possibilmente con guide locali per seguire percorsi isolati e impegnativi. Continuiamo sempre sulla favolosa SS125 fino al bivio di Cala Gonone dove pernotteremo all’Hotel Brancamaria www.hotelbrancamaria.com uno strepitoso Hotel 4 stelle, dove ho voluto prenotare per l’ultima notte in Sardegna . Da questo splendido Hotel si gode di una vista magnifica sul golfo, una bella ricompensa dopo centinaia di curve e panorami da favola. A Cala Gonone finalmente mangeremo, visto che è Pasqua e non abbiamo trovato lungo gli oltre 260 km nulla di aperto.
Quinto giorno da Cala Gonone a Porto Torres.
Dopo un’abbondantissima colazione, partiamo con le nostre moto per i tornanti che da Cala Gonone portano al Belvedere prima del tunnel che arriva sulla SS125. Poco dopo Dorgali, prendiamo la SP38 per il Lago del Cedrino, questa strada Provinciale passa vicino a imporntati Nuraghi e siti Archeologici, tra i quali il Complesso Nuragico e Villaggio Nuragico di Serra Orrios e le Tombe dei Giganti di S’Ena e Thomes. Continuando sulla strada SP38 e sulla SP73 verso Bitti (paese dei famosi “Tenores”), non possiamo che segnalare una stato dell’asfalto a dir poco vergognoso e pericoloso per chi le attraversa in moto, i grossi pezzi d’asfalto che mancano possono creare danni a delle moto cariche di bagagli e passeggero, la mia Kawasaki GTR 1400 in ordine di marcia supera i 300 kg senza bagagli e passeggera, anche la BMW R 1200 R di Jean-Jaques è attorno ai 250 kg. in ordine di marcia. Siamo diretti alla Foresta di Fiorentini e il parco de Sa Fraigada (a 1000 metri d’altezza) attraversiamo Pattada, famosa per i suoi artigiani del Coltello o Resolza (in dialetto sardo), qui siamo nel cuore del Logudoro. Abbandoniamo la SS128bis per la SP161 che ci porterà in questa fantastica foresta, di grande interesse dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Note sono le località “Sa Fraigada”, “Su Labiolaiu”, “Su Tassu” e “Sa Pruna” dove si trovano un sito archeologico e una Tomba dei Giganti. Dopo aver fatto un “sana” bevuta alla fonte “Su Labiolaiu” (un acqua consigliata a chi soffre di reni), proseguiamo sulla SP161 per poi prendere la SP36 direzione Nughedu San Nicolò e Ozieri, il capoluogo del Monte Acuto e centro più popoloso del Logudoro. Ozieri (oltre ad essere il mio paese natale) è un centro molto importante per la sia antichissima storia. Il territorio di Ozieri è stato abitato già nella Preistoria, caratterizzata dalla Cultura di San Michele, dove nell’omonima grotta sono stati ritrovati, manufatti datati 3500-2700 a.C. Dopo Ozieri, ci dirigiamo verso Sassari e Porto Torres, dove prenderemo il traghetto destinazione Genova. Dove io e Marie saluteremo Francine e Jean-Jaques, che dovranno percorrere oltre 800 km per arrivare a casa loro vicino a Rodez, nel dipartimento dell’Aveyron (Occitania). Spero che questo viaggio possa ispirare altri motociclisti (e non) per seguire itinerari fuori da turismo di massa. La Sardegna è un’Isola che può regalare ancora luoghi incontaminati dal turismo “esasperato”.
Testo Rino Salvatore Satta
Foto di Marie France Briant, (la mia dolce metà) che ringrazio per la sua tenacia durante tutto il viaggio, malgrado un fortissimo raffreddore. Ma si sa i Bretoni come i Sardi sono gente “dura”.




























































