KAWASAKI Z 900 RS

Visto il successo di mercato di una nuova categorie di moto, le Modern Classic, per la casa di Akashi di non é stato difficile scovare tra le sue splendide moto degli anni 70/80, una di splendida moto. Lo ha fatto ispirandosi alle linee senza tempo, di una vera Icona degli anni 70: la 900 Z1 “testa nera”. Una moto che entrato nel cuore di tutti gi appassionati che oggi hanno la i capelli bianchi. La Kawaski 900 Z1 ha rivoluzionato il mercato di quegli anni , forte della linea disegnata dallo studio di New York il McFarland’s Design. Mentre il progetto della moto fu affidato nel 1966, ad un team di ingegneri, in parte provenienti dalla MEGURO un’azienda giapponese specializzata nella produzione di moto a 4 tempi (che la Kawasaki aveva acquistato). A capo di questo Team venne messo un vero mito, l’Ingegnere Gyoichi Inamura. La moto venne presentata al salone di Colonia del 1972, lascio molti senza parole, splendida nelle linee, potente (82 Cv), ma sopratutto per il suo motore 4 cilindri con distribuzione bilatero in testa, una scelta tecnica unica per quegli anni, soluzione tecnica riservata solo alle moto da competizione. Questo piccolo cenno storico serve per ricordare da quale albero genealogico, arriva la Z 900 RS. Una moto che affascina appasionati e non, basta lasciala parcheggiata, per osservare gli sguardi dei passanti o degli automobilisti che ti suonano e ti sorridono con il pollice in su. La Modern Classic di Kawasaki con il colore Candy Green è bellissima.

Come è fatta.

La Kawasaki Z 900 SE come la moto a cui si ispira, ha un propulsore quattro cilindri in linea bialbero raffreddato a liquido, DOHC 16 valvole. La cilindrata è di 948 cc. (73,4 x 56 mm), consuma potenza di 111 CV a 8.500 rpm, la coppia è di 95,5 Nm a 6.500 rpm. Il cambio ha 6 rapporti e la frizione (in bagno d’olio.) assistita e antisaltellamento. La Z 900 RE dispone del sofisticato controllo di trazione KTRC su 3 livelli, la modalità 1 la meno invasiva, la 3 è l’ideale su asfalto umido e viscido. Restando nell’ambito sicurezza, l’impianto frenate dispone di due freni a disco da 300 mm e pinze monoblocco (rivestite in allumite) radiali a 4 pistoncini, molto bella la pompa radiale. Il freno posteriore ha un diametro di 250 mm con pinza a un solo pistoncino, inutile dire che l’inianto è fornito di ABS.l La forcella rovesciata da 41 mm è regolabile, in estensione, in compressione e nel precarico molla. I cerchi in alluminio, e le razze ricordano i raggi della Z1. La sospensione posteriore ha un mono ammortizzatore orizzontale Back-Link pluri regolabile. Il telaio è un traliccio di tubi d’acciaio ad alta resistenza. Il serbatoi con da 17 litri, ha una forma a goccia, per richiamare la storia Z1, così come il codino a becco d’anatra. Il faro tondo da 170 mm con luci al LED ulta luminose, per un’ottima visibilità notturna. La strumentazione è composta da due quadranti analogici tondi, con in mezzo lo schermo LCD. Una strumentazione chiara e ben leggibile, per cambiare le informazioni sul display, basta il selezionare le varie opzioni sul bloccherò di sx. Esteticamente la Kawaki Z 900 RS è una moto splendida, con le sue finiture come il motore nero, dove spicca la lavorazione dei cilindri con le alettature che ricordano la Z1. Il peso in ordine di marcia è di 216 kg, non male per una 900 cc.


Come va su strada.

In sella alla 900 RSsi apprezza subito l’ottima posizione, manubrio largo il giusto e non troppo avanzato, sella molto accogliente, pedane e leve cambio e freno ben posizionate. Una volta messo in moto il 4 cilindri emette suono dal suo 4 in 1 molto piacevole e aggressivo. Ma il vero piacere lo sin prova sin dai primi km, in sella questa moderna classic, che di Classic ha solo le linee, perché per il resto è molto Modern. Si apprezza la dolcezza del motore sin dai bassissimi giri, si può inserire l sesta marcia e viaggiare con un fili di gas, trotterellando senza nesso problema. Mantre sul veloce si apprezza la stabilità e la precisione di guida. Il motore sembra un tranquillo 4 cilindri, ma basta aprire il gas con più veemenza, per ricevere una spinta molto gratificante. Se in superstrada si apprezza la stabilità come fosse su un binario, sui tornanti di montagna si apprezza la straordinaria maneggevolezza, unita ad un motore che scalcia se tenuto su di giri. Si può adottare sempre in montagna una guida meno aggressiva, sfruttando l’elasticità di questo fantastico motore, che non brillerà per numero di Cv 111 (contro i 125 della Z 900), ma sorprende per una presenza dei sui CV, su tutto l’arco di giri. Si possono affrontare i tornati anche in 4° marcia, e aprire senza il minimo vuoto. Una moto che sorprende per la facilità di guida, che permette a tutti (con un minimo d’esperienza), di sfruttarla a pieno. Il cambio è preciso e con una corsa brevissima. La frizione si distingue per la sua morbidezza (forse troppa). La frenata è molto buona, mai aggressiva, la moto non si scompone neachnelle pinzate molto decise, dove mi è capitato di sentire l’ABS entrare in azione sul terreno viscido, con il KTRC mod 1. Il test si svolto in una giornata con un temperatura di 4 gradi e una forte umidità. Questa Kawasaki Z 900 RS mi ha conquistato per la sua linea, da ragazzo avevo in camera il poster della Z1 gialla, ma quello che mi ha sorpreso è stato il motore la ciclistica, che sa regalare ad un motociclista grandi soddisfazioni in sella. Poi quando ci si ferma al bar per una pausa caffè, si può ammirare una bella moto, una qualità che non lascia indifferenti anche ragazze e ragazzi (anche più “âgés”) che le passano accanto. I tecnici della Kawasaki hanno fatto un lavoro eccellente, non si sono limitati a rispolverare un’Icona del motociclismo, ma hanno cercato di offrire una moto che potesse regalare belle sensazione di guida a motoclisti di tutte le età, che cercano belle linee e prestazioni umane.

Testo e foto di Rino Salvatore Satta

Un grazie a TosoMoto di Pescate (Lecco)

http://www.tosomoto.it

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