Kawasaki Versys 1000 SE

Per entrare nell’importante segmento delle dual-sport, kawasaki ha presentato nel 2012 la sua “versatile” moto. Per questa moto, Kawasaki non ha voluto rinunciare al motore che più la rappresenta, il 4 cilindri in linea. La Versys 1000 in questi anni è stata rivista esteticamente e tecnicamente, la versione SE si è arricchita delle sospensioni Showa semi attive KECS.

Come è fatta.

La prima versione del 2012 con la sua linea non aveva “entusiasmato”, mentre aveva “convinto” il suo infaticabile 4 cilindri e la sua ciclistica. In questi anni come già scritto, la casa di Akashi ha costantemente aggiornato questa validissima moto. Ora la Versys 1000 è una tra le più apprezzate dual-sport del segmento con cerchi da 17″. I suoi punti di forza sono il suo motore 4 cilindri in linea bialbero, di 1.043 cc (77 x 56 mm.) da 120 Cv a 9.000 g/m con ben 102 Nm di coppia a 7.500 g/m. Un motore che unisce ad una straordinaria elasticità, una cavalleria sempre presente. Altro punto di forza è la sua distribuzione dei pesi, che si traducono in una maneggevolezza da “media”, l’ottimo bilanciamento della Versys si nota dalla facilità nell’issare la moto sul cavalletto. La versione 2022 è ricca di tanta elettronica che comprende: fari e luci full LED Cornering Lights, Cruise Control, Ride by Wire. Quattro sono i Riding Mode: Sport, Road, Rain e Rider (personalizzabile) che gestiscono in contemporanea KTRC, Power Mode e KECS. La Versys ha di serie il KQS, il Quick-Shifter supportato da una frizione anti saltellamento. Altra chicca, le sospensioni semi-attive KECS che sfruttano la tecnologia Skyhook EERA della Showa, un sistema che modula la forza di smorzamento delle sospensioni, permettendo di viaggiare “sospesi” grazie a sospensioni che assorbono ogni avvallamento. Questo sistema inoltre controlla il beccheggio delle sospensioni nella guida sportiva. La strumentazione ha un Display TFT, con contagiri analogico e schermo LCD digitale a colori, con tutte le informazioni e visualizza i parametri che si possono cambiare dai blocchetti di Sx e Dx. Nella strumentazione TFT è integrato un chip Bluetooth, che offre la possibilità di connettersi con lo smartphone all’applicazione “Rideology the App”, che permette le funzioni di settaggio della propria Versys. La linea della Versys è molto compatta, spiccano l’ampio cupolino, il frontale con i doppi fari a LED, la semi carenature che avvolge la parte superiore del motore e il generoso serbatoi da 21 lt. Bella e accogliente la sella per pilota e passeggero. La forcella con steli rovesciati ha un diametro da 43 mm. con escursione da 150 mm. mentre al posteriore abbiamo un mono ammortizzatore BRFC Back-link orizzontale. Entrambe le sospensioni hanno il sistema elettronico di smorzamento KECS, mentre il precarico delle molle si regola manualmente. I freni anteriori sono due dischi margherita da 310 mm. con pinze radiali a 4 pistoncini, il disco posteriore (sempre margherita) è da 250 mm con pinze a un solo pistoncino. Il peso della Versys 1000 è di 257 kg in ordine di marcia. Il telaio è un doppio tubo in alluminio. La qualità dei materiali e le finiture sono sempre da vera giapponese.

Come va su strada.

La nuova Versys 1000 è sicuramente una moto che piace, le sue dimensioni sono “importanti” ma tutto è studiato per permettere al pilota di guidarla in totale sicurezza. Ed è proprio questa la sensazione che si ha appena si sale in sella alla moto. Una volta in marcia bastano pochi metri per sentirsi a “casa”, quella che da ferma appariva una 1000, in marcia sembra una 600, tanta è la sensazione di leggerezza. Il pilota è accolto da una sella (a 840 mm da terra) generosa e ben sostenuta e da un manubrio che regala il pieno controllo dell’anteriore. Poche volte mi è capitato di “sentire” mia una moto sin dai primi metri, come mi è successo su questa Versys. In superstrada mi sento ben protetto dal cupolino anche a velocità “sostenute”, solo le braccia rimangono esposte all’aria. Quasi inesistenti le vibrazioni, si avvertono pochissimo sul serbatoio. Le sospensioni Skyhook mi tengono sospeso anche prendendo volontariamente in pieno le imperfezioni dell’asfalto. Si capisce che questa è una moto con la quale si possono affrontare tantissimi chilometri in autostrada senza stancarsi, visto il confort che regala. Da segnalare il fatto che non si avverte il calore, evidentemente i tecnici Giapponesi hanno lavorato sui convogliatori d’aria, per eliminare l’aria calda che dal 4 cilindri andrebbe al pilota. La Versys nasce come un Adventure Tourer, basta uscire dalla superstrada e affrontare delle curve per scoprire la fluidità e l’elasticità di questo fantastico motore. I suoi 120 cv potrebbero sembrare pochi per una 1000, ma nell’uso stradale si distribuiscono dai 2.000 g/m in VI marcia fino al regime massimo senza il minimo buco, sono pochi i motori così elastici. Inoltre il pacchetto della Versys fatto da sospensioni, cambio Quick-Shifter (da riferimento) e da un motore sempre “presente” questa moto sa regalare puro divertimento tra le curve. In mappa Sport la risposta del 4 cilindri è vigorosa, mentre la Road ha una risposta meno “pronta” rimane ottima nella guida di tutti i giorni e in viaggio. Come ho già anticipato il perfetto bilanciamento di questa 1.000 permette di guidarla in piena sicurezza, grazie anche ad un impianto frenante all’altezza delle prestazioni della Versys. L’efficacia della frenata l’ho potuta testare all’uscita da una curva, quando un grosso camion fuori da un tornante ha invaso tutta la corsia, costringendomi ad una violenta frenata, dove la moto si è “fermata” in uno spazio ridottissimo. Quello che conquista della moto di Akashi è la sua efficacia su tutti i terreni, mi sono avventurato su una strada di ciottoli e canali di scolo dell’acqua, è bastato mettere la mappa Road e un casco sul TFT per avere una risposta “Soft” delle sospensioni al martellamento dei ciottoli. Altra nota positiva sono i consumi, sfruttando l’incredibile elasticità di questo motore con una guida allegra ho visto un consumo i 19/20 km/l., mentre in superstrada con la mano pesante un po meno. Il cambio Quick-Shifter della Versys 1000 mi è piaciuto moltissimo, precisissimo e con una breve corsa, uno spasso da usare. I tecnici giapponesi in questi anni hanno lavorato per offrire agli appassionati, una vera dual-sport, con lei si può fare tutto, dal classico casa lavoro, le gite dei fine settimana, o i lunghi viaggi delle vacanze, con la certezza di viaggiare su una moto di grande qualità. I suoi punti di forza sono un motore tetragono alla fatica, una ciclistica veramente a punto e un comfort fa vera GT. Una moto da consigliare a tantissimi motociclisti, anche a chi non ha una grandissima esperienza, perché il motore elastico e l’ottima maneggevolezza la rendono facile a tutti.

Testo e foto di Rino Salvatore Satta

Un grazie a Tosomoto di Pescate (Lecco)

www.tosomoto.com