Lei è la protagonista del combattutissimo campionato WorldSSP 300, conquistando ininterrottamente il titolo dal 2018 (con Ana Carrasco) al 2021.
Come è Fatta.
La linea di questa piccola 400 sono fortemente ispirate come tutte le Ninja alla straordinaria Ninja H2. Il gruppo ottico con fari a LED, hanno una luce molto potente, una cosa che ho verificato lungo il test, nei tanti tunnel che ho attraversato. La strumentazione ha un contagiri digitale ben leggibile (al buio e sotto il sole) e uno schermo LCD con tutte le informazioni (marcia inserita, temp. motore, livello carburante, orologio, consumo e residuo carburante) importanti mentre si guida. Le finiture sono di ottimo livello, manca solo di serie (ma è prevista sulla cover a Sx della strumentazione) la presa USB. Bella e compatta anche la sella a soli 785 mm. da terra, previsto come optional una sella più alta. Il motore della Ninja 400 è piccolo e compatto come il vecchio 250 cc. ha una cilindrata di 399 cc. (70 x 51,8 mm.) 8 valvole con una potenza di 45 Cv. a 10.000 g/m. e una coppia massima è di 37 Nm a 8.000 g/m. Il cambio ha 6 velocità mentre la frizione assistita e antisaltellamento, è una multidisco in bagno d’olio. Il motore è parte integrante del leggero telaio a traliccio con tubi in acciaio ad alta resistenza. La forcella telescopica da 41 mm. ha 120 mm. di escursione, mentre la sospensione posteriore è una Uni-Track con ammortizzatore a gas con precarico regolabile, e 130 mm di escursione. Per i freni abbiamo un disco singolo (semiflottante) da 310 mm. a margherita, morso da un pinza Nissin singola con doppio pistoncino ad attuazione bilanciata. Al posteriore abbiamo un freno disco a margherita da 220 mm. con pinza a doppio pistoncino. La Ninja 400 conquista per la compattezza della sua linea molto aggressiva, compatta e leggera, visto il peso a secco di soli 168 kg.
Come va su strada.
Il fatto che sia un’ottima “nave scuola” per tantissimi ragazzi che si cimentano in pista nei vari campionati, è stata la molla che mi ha spinto a voler provare questa Ninja. Da ferma le dimensioni non sono da piccola, infatti una volta saliti in sella si è ben accolti dentro la moto. I due mezzi manubri sono “aperti” e ad un altezza che non carica sui polsi. La sella accoglie bene il pilota e permette di toccare terra con facilità anche a chi non è molto alto. Le leve al manubrio non sono regolabili, ma la frizione è talmente morbida che si potrebbe azionare con il solo indice. La sensazione che si ha di leggerezza e facilità nella guida lo si apprezza dopo soli pochi metri. Il motore bicilindrico della Ninja 400 si fa apprezzare subito in mezzo al traffico per la sua elasticità, si può viaggiare in 6 marcia a 2.500 g/m. e riaprire il gas senza che il motore abbia nessun “vuoto” nel salire di giri. In superstrada la moto di Akashi si dimostra un’ottima viaggiatrice, le uniche vibrazioni che si avvertono, sono sulla sella attorno ai 4.000/5.000 g/m, mentre su pedane e manubrio sono del tutto assenti. Discreta la protezione all’aria offerta al pilota (esiste come optional un cupolino più alto e largo), la posizione di guida permette un ottimo controllo della Ninja quando le velocità aumentano, dove il motore inizia a mostrare il suo DNA. Un motore che si dimostra molto elastico in 6 marcia ai bassi regimi, ma che se tenuto attorno ai 5.000 da il meglio di se. Il divertimento di guida è assicurato da un’ottimo telaio, un cambio preciso, una frizione dallo sforzo inesistente nell’azionarla, ma soprattutto da un frenata molto sicura e da una stabilità nei curvoni, dove la Ninja mostra il suo vero carattere da piccola Racing. Le stesse ottime impressioni le ho potute riscontrare tra i tornanti di montagna, dove il suo peso piuma, l’elasticità del 399 di Akashi, la frizione leggerissima e un cambio preciso permettono tanto divertimento sta le curve. Un’altra nota molto positiva, sono i consumi (visto l’attuale prezzo della benzina), non mi sia risparmiato nel mettere alla frusta il motore, eppure ho potuto notare consumi molto bassi, credo con i 14 litri del serbatoi si possano percorrere oltre 400 km anche nella guida sportiva. Il Look nella colorazione Lime Green (KRT Edition), non è solo apparenza, con una ciclistica solida e affidabile (telaio e freni sono veramente ottimi), un motore con una bella “personalità” sempre presente quando si apre il gas. La piccola Ninja si rivela una moto per tutti i motociclisti e motocicliste alla ricerca della prima vera moto, o che più semplicemente cercano una moto facile, leggera, affidabile, dai costi di gestione molto contenuti, ma che non vogliono rinunciare a un vero Look da cattiva. In questo la Kawasaki 400 Ninja non deluderà visto le finiture di questa piccola divertente moto.
Foto e testo di Rino Salvatore Satta
Foto di Marie France Briant
Un grazie a Tosomoto di Pescate (Lecco)




















